<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575</id><updated>2012-01-31T07:20:38.545-08:00</updated><category term='Ecologia'/><category term='Animali'/><title type='text'>PJ Osservando la Terra</title><subtitle type='html'>Geografia ed Ecologia</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Admiral Wellington</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01285743314460470991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>33</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-8428732288406223791</id><published>2008-01-24T09:37:00.001-08:00</published><updated>2008-01-24T09:37:40.905-08:00</updated><title type='text'>Energia solare: un piano per le centrali</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;La speranza &amp;#232; che sia l'inizio di una svolta. Il Ministro per l'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha istituito una task force, guidata dal premio Nobel Carlo Rubbia, che dovr&amp;#224; avviare il solare termodinamico in Italia. O meglio, indicare la strada da percorrere per cercare di imitare altri Paesi europei, come la Spagna, la Germania, o alcuni stati degli Usa, come la California. Non si tratta pi&amp;#249; soltanto di qualche pannello solare sui tetti (che pure dovrebbero essere molti di pi&amp;#249;). Il solare termodinamico a concentrazione utilizza collettori parabolici lineari e configura delle vere e proprie &amp;#171;centrali&amp;#187; elettriche, ma ovviamente pulite e senza emissioni. Da circa 20 anni sono in esercizio nove grandi impianti di questo tipo in California per una potenza elettrica complessiva di oltre 350 megawatt. In Europa la Spagna ha avviato dal 2004 un programma industriale per la realizzazione di una trentina di centrali per una potenza di 1.300 megawatt/ora. Ogni collettore parabolico di questi impianti &amp;#232; costituito da un riflettore di forma parabolica, ovvero uno specchio di vetro, in grado di concentrare i raggi solari su un tubo ricevitore nel fuoco della parabola. &amp;#171;La tecnologia - dice Rubbia - non &amp;#232; in competizione con il fotovoltaico, che e' una soluzione distribuita sul territorio, o con l'eolico. Questi sono invece grandi impianti capaci di accumulare energia&amp;#187; e di funzionare anche in condizioni meteo sfavorevoli. Tra l'altro, sottolinea Rubbia, per la costruzione di questi impianti non serve necessariamente un impegno economico da parte del governo: lo sviluppo di questa tecnologia pu&amp;#242; essere basata su un sistema di autofinanziamento da parte delle industrie. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-8428732288406223791?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8428732288406223791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=8428732288406223791&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/8428732288406223791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/8428732288406223791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/energia-solare-un-piano-per-le-centrali.html' title='Energia solare: un piano per le centrali'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-3978861611986834381</id><published>2008-01-23T05:24:00.001-08:00</published><updated>2008-01-23T05:24:05.380-08:00</updated><title type='text'>Il piano energetico Ue</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Il collegio dei commissari della Commissione europea ha approvato il pacchetto di proposte legislative per la lotta al cambiamento climatico. Le proposte, articolate in cinque differenti normative, mirano a rendere operativi gli impegni presi a marzo dell'anno scorso dall'Unione europea per una riduzione delle emissioni di Co2 del 20% entro il 2020, un aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili del 20% e un aumento della quota di utilizzo di biocarburanti nel settore trasporti del 10%.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il pacchetto legislativo presentato dalla Commissione europea per ridurre le emissioni di Co2 dell'Ue del 20 per cento entro il 2020 &amp;#232; la proposta &amp;#171;pi&amp;#249; ambiziosa&amp;#187; fatta dalla Commissione da molti anni ma attuarla coster&amp;#224; meno dello 0,5 per cento del Pil, cio&amp;#232; circa 3 euro a persona da qui al 2020, ha affermato il presidente della Commissione europea Jos&amp;#232; Manuel Barroso. &amp;#171;Gli sforzi aggiuntivi necessari per attuare le proposte sarebbero meno dello 0,5% del Pil entro il 2020 - ha detto Barroso - pari a circa 3 euro a settimana a persona: un vero impegno ma non un cattivo affare&amp;#187;. Infatti, ha ricordato il capo dell'esecutivo comunitario, &amp;#171;anche nella pi&amp;#249; ottimistica delle ipotesi del rapporto Stern il costo dell'inazione &amp;#232; maggiore di dieci volte e ogni giorno che il prezzo del petrolio e del gas aumenta il costo reale del pacchetto diminuisce&amp;#187;. Invece dei costi, ha aggiunto Barroso, &amp;#171;dovremmo parlare dei guadagni per l'Ue&amp;#187;, perch&amp;#233; le proposte sono calibrate in modo &amp;#171;da assicurare una campo di gioco paritario lasciando il pi&amp;#249; ampio margine possibile agli Stati membri&amp;#187; e assicurando che &amp;#171;la richiesta agli Stati membri pi&amp;#249; poveri sia realistica: tutti contribuiranno ma in linea con la loro capacit&amp;#224; di investire&amp;#187;. &lt;b&gt;     &lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Barroso ha poi confermato che le industrie ad pi&amp;#249; alto consumo di energia avranno quote di emissione di gas serra gratuitamente nel nuovo sistema di compravendita dei permessi di emissioni che verr&amp;#224; instaurato a partire dal 2013. Questo, a meno che non vi sia un accordo internazionale sulla riduzione delle emissioni nel quadro dei negoziati sulla lotta al cambiamento climatico per il regime successivo al periodo di applicazione del Protocollo di Kyoto (2008-2012). &amp;#171;Sappiamo tutti che ci sono settori in cui il costo della riduzione delle emissioni potrebbe avere un impatto reale sulla loro competitivit&amp;#224; nei riguardi delle societ&amp;#224; concorrenti nei paesi che non fanno nulla (per tagliare i gas serra, ndr). Non ha senso - ha spiegato Barroso - essere rigorosi in Europa se questo significasse trasferire la produzione verso paesi che consentono di fare ci&amp;#242; che si vuole con le emissioni. Un accordo internazionale &amp;#232; il miglior modo per affrontare questa questione, ma dobbiamo anche dare la certezza giuridica alle societ&amp;#224; sul fatto che noi intraprenderemo le azioni necessarie&amp;#187;, ha concluso il presidente della Commissione europea.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Con l'attuazione delle proposte della Commissione europea per portare al 20 per cento la quota di energia prodotta da fonti di rinnovabili entro il 2020 sar&amp;#224; creato in Europa, secondo quanto ha detto Barroso, un milione di nuovi posti di lavoro.    &lt;br /&gt;Lo sforzo chiesto all'Italia nel piano di Bruxelles contro i gas serra.prevede che l'Italia tagli il 13% di emissioni di C02 nei settori non inclusi nel sistema di scambio di emissioni (Ets) e aumenti del 17% i consumi energetici da fonti rinnovabili entro il 2020, rispetto ai livelli del 2005., svelato oggi a Bruxelles. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-3978861611986834381?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3978861611986834381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=3978861611986834381&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/3978861611986834381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/3978861611986834381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/il-piano-energetico-ue.html' title='Il piano energetico Ue'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-929275606922781619</id><published>2008-01-15T07:57:00.001-08:00</published><updated>2008-01-15T07:57:25.614-08:00</updated><title type='text'>Aiutate la Terra!</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Gli scienziati che in diversi campi lavorano su argomenti teorici hanno come unico strumento la scrittura. &amp;#200; tutto molto semplice, almeno in apparenza. Quegli scienziati che fanno invece esperimenti lavorano in laboratorio. Il laboratorio potrebbe essere l&amp;#8217;intero mondo, o lo spazio, oppure anche un modesto sgabuzzino. &amp;#200; sempre stato cos&amp;#236; e cos&amp;#236; continuer&amp;#224; ad essere. Ma se si chiede che cosa studieranno gli scienziati nel futuro &amp;#8212; diciamo tra dieci o vent&amp;#8217;anni &amp;#8212;, rispondere pu&amp;#242; essere difficile, se non impossibile. Se si ritornasse all&amp;#8217;inizio del ventesimo secolo e si facessero le stesse domande, ci si troverebbe esattamente nella stessa situazione: neanche allora si aveva idea di quel che il futuro avrebbe riservato. Ci sono state, certo, persone che hanno avuto idee abbastanza azzeccate, anche se restavano prive della capacit&amp;#224; tecnica di spiegare in dettaglio come le loro intuizioni, seppur basate su principi fisici, potessero poi funzionare. Erano gli scrittori di fantascienza. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Jules Verne ci ha dato un quadro della vita nei sottomarini, con tanto di palombari che camminavano sui fondali dell&amp;#8217;oceano. Ha anche ben prefigurato un viaggio sulla Luna, ma in questo caso sapeva solo vagamente quali problemi comportasse far superare a un razzo la forza di gravit&amp;#224; della Terra. Oltre ad aver &amp;#171;inventato&amp;#187; l&amp;#8217;uomo invisibile, H.G. Wells ha descritto una guerra tra una cultura aliena e la popolazione terrestre, e anche in questo caso sappiamo poco di come ne considerasse la possibilit&amp;#224; in termini strettamente scientifici. C&amp;#8217;erano anche scienziati che riuscirono a vedere le potenzialit&amp;#224; che la scienza stessa aveva in s&amp;#233;. Le loro idee brillanti sono alla base di buona parte della tecnologia attuale. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Guglielmo Marconi &amp;#232; uno di questi. Ancora giovane, cap&amp;#236; che le onde radio potevano essere inviate a grande distanza e riusc&amp;#236; a dimostrarlo trasmettendo segnali tra il Canada e l&amp;#8217;Irlanda. Wilhelm Roentgen, tuttavia, non sapeva come si sarebbe evoluta la diagnostica per immagini ed Ernest Rutherford e Niels Bohr non poterono predire la scoperta delle particelle subatomiche o il fenomeno della risonanza magnetica. Tutto ci&amp;#242; conferma che il futuro delle scoperte scientifiche non &amp;#232; prevedibile, anche se possiamo immaginare da dove potrebbero scaturire alcune nuove e importanti conoscenze. Un&amp;#8217;altra domanda cruciale riguarda il ruolo che gli scienziati avranno nel contesto sociale. Come saranno usate le informazioni da loro raccolte? Ci sar&amp;#224; forse qualcuno che ordiner&amp;#224; loro quali informazioni raccogliere? (Una prospettiva, questa, assai poco allegra). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Prendiamo Albert Einstein, probabilmente lo scienziato pi&amp;#249; famoso del ventesimo secolo sia per i suoi stessi colleghi sia per la gente comune. La sua capacit&amp;#224; di valutare con chiarezza problemi al di fuori della fisica e di parlarne con grande forza e decisione era cosa davvero notevole. Incontrava volentieri le personalit&amp;#224; del suo tempo: c&amp;#8217;&amp;#232; un&amp;#8217;indimenticabile serie di fotografie che lo ritraggono con Charlie Chaplin quando erano entrambi all&amp;#8217;apice della fama. Ma Einstein, insieme a un altro fisico, Leo Szilard, ha contribuito a indurre il governo degli Stati Uniti alla costruzione di bombe atomiche per giungere alla distruzione delle armate naziste durante la Seconda guerra mondiale. Alla fine la guerra fu vinta, ma le cose andarono in modo un po&amp;#8217; diverso da come si sarebbe potuto sperare. Se dovesse infatti esserci un&amp;#8217;altra grande guerra in cui una delle parti utilizzasse armi atomiche, l&amp;#8217;ambiente&amp;#8212; e il nostro futuro&amp;#8212;sarebbero gravemente minacciati. Resto comunque convinto che gli scienziati dovrebbero agire per incoraggiare i governi a utilizzare le loro competenze specialistiche nel prendere le decisioni che influiranno sulla nostra societ&amp;#224;. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Non credo che gli scienziati si debbano limitare solo a una consulenza scientifica: dovrebbero anche indicare qual &amp;#232; l&amp;#8217;uso ottimale delle loro conoscenze. Negli Stati Uniti siamo stati incoraggiati a dare ai nostri rappresentanti politici le informazioni che abbiamo, e a spiegare come possano essere utilizzate proficuamente nel prendere decisioni politiche. Diciamo che lo &amp;#171;stallo&amp;#187; che negli ultimi 62 anni ha impedito un conflitto nucleare continua. Ma come possiamo affrontare i crescenti problemi ambientali che negli Stati Uniti sono stati messi in evidenza per la prima volta negli anni 50 dalla biologa e scrittrice Rachel Carson? Inevitabilmente i combustibili fossili si esauriranno. Ci vorranno 100 anni, forse pi&amp;#249;. O forse di meno, dato che i Paesi che hanno il controllo della maggior parte del nostro combustibile fossile contano su di esso per il loro sviluppo. Dobbiamo trovare un modo per rendere pulite le emissioni di questi combustibili, cosa che al momento &amp;#232; estremamente costosa, e cercare di non dover contare su di essi per il trasporto e il riscaldamento. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Possiamo usare l&amp;#8217;energia idroelettrica, quella geotermica e il vento per il riscaldamento e altri usi, ma non per i trasporti. Anche l&amp;#8217;energia nucleare per usi pacifici sarebbe accettabile se riuscissimo a trovare come smaltire le scorie. Hanno notevole importanza anche le modificazioni genetiche di batteri, utili a pulire gli scarichi industriali, o quelle effettuate sugli alimenti che possono dar da mangiare alle masse di persone affamate nel mondo. In Europa il cibo modificato geneticamente pu&amp;#242; far risparmiare agli agricoltori il costo della disinfestazione dagli insetti dannosi e garantire che alcuni prodotti commestibili (non le imitazioni a buon mercato che mantengono il colore ma non il sapore) rimangano freschi pi&amp;#249; a lungo, senza una costante refrigerazione e senza sprechi dovuti a un rapido deterioramento. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il beneficio arrecato a tante persone &amp;#232; un argomento&amp;#8212; sia di carattere biologico sia economico &amp;#8212; a favore dell&amp;#8217;uso dell&amp;#8217;ingegneria genetica. E infine, come immaginare il futuro? Forse pieno di veicoli a energia elettrica e una popolazione di robot intelligenti al nostro servizio? Queste suonano come idee ridicole. La cosa importante, la vera certezza &amp;#232; che &amp;#8212; se non distruggeremo prima il pianeta &amp;#8212; la meravigliosa imprevedibilit&amp;#224; della scienza ci fornir&amp;#224; nuove prospettive su come sfruttare l&amp;#8217;idrogeno e in generale su come usare elementi in modi che in precedenza non erano stati presi in considerazione.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-929275606922781619?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/929275606922781619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=929275606922781619&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/929275606922781619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/929275606922781619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/aiutate-la-terra.html' title='Aiutate la Terra!'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-7818131103625303493</id><published>2008-01-10T10:01:00.001-08:00</published><updated>2008-01-10T10:03:23.940-08:00</updated><title type='text'>Trip in Scotland</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;This year, I will organise a trip in Scotland, a beautiful country immersed in the nature and in the traditions. The trip will take 5 days, the best period is probably in May or June, in the other months it&amp;#8217;s too cold or rainy. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.google.com/pergamonjournal/R4ZdUvCvaYI/AAAAAAAAA_U/UojHv2pYaJs/clip_image004%5B4%5D"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="219" alt="clip_image004" src="http://lh4.google.com/pergamonjournal/R4ZdVvCvaZI/AAAAAAAAA_c/MHGRsa1cKK4/clip_image004_thumb%5B1%5D" width="244" align="right" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;The first day I&amp;#8217;ll take a direct low cost fly from Milano Malpensa to Edinburg&amp;#8217;s Airport and I&amp;#8217;ll stay at the Old Waverley Hotel, a Victorian hotel located on Princes Street, the main shopping street in Edinburg. Late in the morning, I&amp;#8217;ll visit the city: the Edimburg Castle, the most famous of Scottish castles, that houses the Honours (Crown Jewels) of Scotland and the Stone of Destiny used for the coronation of the Scotland kings , the Royal Mile&lt;a name="top"&gt; probably Edinburgh&amp;#8217;s oldest street, that connects the Castle with Linlithgow Castle&lt;/a&gt;, a favoured residence of the Stewart kings and queens, where Mary Queen of Scots borned in 1542. In the afternoon I&amp;#8217;ll do shopping in the center of the town, we can buy typical scots products as shetland pullovers, tweed jackets, single malt whisky and smoked salmon. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.google.com/pergamonjournal/R4ZdWfCvaaI/AAAAAAAAA_k/VipH92kdQps/clip_image006%5B4%5D"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="124" alt="clip_image006" src="http://lh3.google.com/pergamonjournal/R4ZdXfCvabI/AAAAAAAAA_s/esKgy-2hB_c/clip_image006_thumb%5B1%5D" width="244" align="left" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;The second day I will leave by car for the &amp;#8220;Granite City&amp;#8221; of Aberdeen, Scotland&amp;#8217;s third largest city, where I&amp;#8217;ll stay at the Thistle Aberdeen Caledonian, a modern hotel in the city center. In the afternoon I will visit Balmoral Castle that was purchased by Queen Victoria&amp;#8217;s consort Prince Albert in 1852 and remains the favourite summer residence of Royal Family and Dunnotter Castle, impressive ruins on a cliff top overlooking the North Sea where in 1650 the crown jewels of Scotland were hidden for safekeeping when Oliver Cromwell invaded.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.google.com/pergamonjournal/R4ZdYfCvacI/AAAAAAAAA_0/xuVUv0m5hyc/clip_image008%5B4%5D"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="148" alt="clip_image008" src="http://lh6.google.com/pergamonjournal/R4ZdZPCvadI/AAAAAAAAA_8/UB-bbHAjjec/clip_image008_thumb%5B1%5D" width="244" align="right" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;The third day I&amp;#8217;ll drive to Inverness, the capital of Highlands, I choose the Best Western Palace Hotel situated in a lovely spot- overlooking the River Ness and the Castle and ideal to explore the area. I will visit: Dunrobin Castle with his gardens based on Versailles; Loch Ness probably the best-known Scottish loch, thanks to its famous resident -Nessie- the elusive Loch Ness monster and Urquhart Castle, one of the largest in Scotland, built in the 1230s, was blown up in 1692 to prevent it falling into Jacobite hands, what&amp;#8217;s left is a ruin jutting out into the loch; Cawdor a superb fairy-tale Castle, a magical name, romantically linked by Shakespeare with Macbeth.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.google.com/pergamonjournal/R4ZdaPCvaeI/AAAAAAAABAE/l_2_XU5rcwg/clip_image010%5B4%5D"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="125" alt="clip_image010" src="http://lh4.google.com/pergamonjournal/R4ZdavCvafI/AAAAAAAABAM/jJDgZyJYRIY/clip_image010_thumb%5B1%5D" width="244" align="right" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;The fourth day, soon in the morning, I will leave for Glasgow, on the road I will stop to visit Eilean Donan&amp;#8217;s forbidding crenellated tower rises from the water&amp;#8217;s edge, joined to the shore by a narrow stone bridge and with sheer mountains as a backdrop, one of the most iconic images of Scotland; the neo-Gothic Inveraray Castle built in 1745, that remains the family home of the Dukes of Argyl and Stirling Castle, once the residence of Scottish kings, perches atop a long-extinct volcano, here Mary Steward spent her childhood and her coronation took place in the Chapel Royal in 1543, still here Mary&amp;#8217;s son, the future James VI, was baptized. In the evening I&amp;#8217;ll get to Glasgow and I&amp;#8217;ll go to the Sherbrooke Castle a baronial castle style hotel in the most prestigious of residential areas.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.google.com/pergamonjournal/R4ZdbfCvagI/AAAAAAAABAk/s-d7MXtCp48/clip_image012%5B5%5D"&gt;&lt;img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="166" alt="clip_image012" src="http://lh6.google.com/pergamonjournal/R4ZdcPCvahI/AAAAAAAABAo/pqKiG2PI0NM/clip_image012_thumb%5B2%5D" width="219" align="left" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;The fifth day it&amp;#8217;s time to visit Glasgow, another important town in Scotland. I&amp;#8217;ll go to the Cathedral allegedly located where the patron saint of Glasgow, Saint Mungo, built his church, it&amp;#8217;s a superb example of Gothic architecture and one of the few Scottish medieval churches to have survived the Reformation unscathed, I&amp;#8217;ll visit the University , founded in 1451 is the second oldest in Scotland and the fourth in the English-speaking world, it&amp;#8217;s a ecclesiastical foundation and last the Glasgow Science Centre a major visitor attraction, located on the south bank of the river Clyde, it is a purpose built science centre comprising of three principal buildings: a science mall with general science learning exhibits, the Glasgow Tower and a IMAX cinema , late in the evening I&amp;#8217; ll leave for the airport where I&amp;#8217;ll take a direct fly to Milano Linate.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-7818131103625303493?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7818131103625303493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=7818131103625303493&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/7818131103625303493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/7818131103625303493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/trip-in-scotland.html' title='Trip in Scotland'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-7152484522143998534</id><published>2008-01-06T02:36:00.001-08:00</published><updated>2008-01-06T02:36:12.982-08:00</updated><title type='text'>Peggiora la qualità del cibo</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Brutte notizie per i vegetariani. Anche i cibi coltivati subiranno le conseguenze negative del cambiamento climatico: frumento, riso, orzo e patate saranno meno nutrienti. A causa del riscaldamento globale le coltivazioni - da cui dipende la vita di miliardi di persone - daranno prodotti con un apporto proteico inferiore. Almeno cos&amp;#236; suggeriscono oltre 40 studi scientifici che hanno puntato la loro attenzione su come l&amp;#8217;aumento di anidride carbonica nell&amp;#8217;atmosfera possa alterare le propriet&amp;#224; alimentari di grano, riso e orzo, secondo quanto riporta il New Scientist. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Sui raccolti, finora ci si &amp;#232; limitati a calcolare i danni collaterali collegati all&amp;#8217;effetto serra: cicloni, tempeste e siccit&amp;#224;. Come dimenticare l&amp;#8217;ultima alluvione in Bangladesh che ha provocato circa 4 mila morti e 20 milioni di sfollati? Perdere un raccolta di un&amp;#8217;intera nazione &amp;#232; certamente gravissimo. Ma ancora pi&amp;#249; grave sarebbe l'impoverimento di proteine in molti vegetali necessari all&amp;#8217;uomo. &lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;A valutare la quantit&amp;#224; di proteine perduta dalle piante con l&amp;#8217;aumento di anidride carbonica nell&amp;#8217;aria sono stati alcuni ricercatori della Southwestern University di Georgetown (Texas), guidati da Daniel Taub. Per ottenere dei dati certi il team ha spruzzato le piante, coltivate in campo aperto, con il gas in diverse concentrazioni. E i risultati non sono proprio confortanti. Per frumento, orzo, riso e patate trattati con biossido di carbonio i livelli di proteine registrati sono diminuiti del 15% per alte concentrazioni di CO2. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Secondo Taub ci&amp;#242; accade perch&amp;#233; inglobando pi&amp;#249; carbonio, le piante sono stimolate a produrre carboidrati a discapito delle proteine. Le conseguenze di una tale modificazione danneggerebbe relativamente le popolazioni sviluppate, abituate ad assumere proteine con la carne. D&amp;#8217;altra parte genererebbe un grave problema alle tante popolazioni, meno sviluppate, che basano la loro dieta sui prodotti della terra. Per esempio, in Bangladesh l&amp;#8217;80% delle proteine che la gente assume proviene dal racconto. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Nello studio queste trasformazioni drastiche si verificano per concentrazioni di anidride carbonica superiori a quelle attualmente presenti nella nostra atmosfera. Concentrazioni che Taub si augura di non raggiungere mai. In caso contrario, il problema si risolverebbe aumentando i livelli di azoto nel terreno. Per Arnold Bloom, un biologo della University of California di Davis, l&amp;#8217;azoto aiuta infatti le piante a produrre proteine. &lt;b&gt;&lt;/b&gt;C'&amp;#232; da dire, comunque, che non tutti gli scienziati sono cos&amp;#236; pessimisti: il collegamento tra clima e vegetazione ha dato infatti risultati variabili, non certi. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-7152484522143998534?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7152484522143998534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=7152484522143998534&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/7152484522143998534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/7152484522143998534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/peggiora-la-qualit-del-cibo.html' title='Peggiora la qualità del cibo'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-1837247616455874676</id><published>2008-01-03T02:29:00.001-08:00</published><updated>2008-01-03T02:29:35.416-08:00</updated><title type='text'>Alaska: il caldo minaccia una necropoli</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Sepolti nel ghiaccio, poi restituiti all&amp;#8217;aria e ora in balia delle onde. Questo il destino delle tombe degli Inupiat, popolazione indigena dell&amp;#8217;Alaska, che dopo essere state conservate tra i ghiacci per secoli stanno progressivamente ricomparendo in superficie. E, se qualcosa non cambier&amp;#224;, presto verranno sommerse dalle acque sempre pi&amp;#249; calde del mare Artico. Accade in Alaska, a Nuvuk, o come si chiama ufficialmente adesso Point Barrow, il punto pi&amp;#249; settentrionale degli Stati Uniti. Una vera citt&amp;#224;-fantasma che si &amp;#232; trasformata in centro archeologico quando dieci anni fa il ghiaccio in liquefazione ha riportato alla luce i primi cadaveri. Per la gioia degli archeologi che ora stanno studiando il materiale riemergente. I cadaveri appartengono infatti ai residenti di Nuvuk, ed &amp;#232; probabile che si tratti del popolo di Thule, antenati degli odierni Inupiat. L&amp;#8217;erosione dei ghiacci, con il mare che riconquista il suolo calpestabile, rischia adesso di far naufragare le aspettative per l&amp;#8217;importante ritrovamento. Nuvuk si trova infatti al punto di congiunzione di due mari, quello di Beaufort e quello di Chucki, e gli effetti del riscaldamento globale si fanno sentire particolarmente qui a soli duemila chilometri dal Polo Nord. Cambiamenti nelle correnti e nella temperature delle acque circostanti hanno sancito un&amp;#8217;erosione della superficie dai ritmi galoppanti, quasi 20 metri all&amp;#8217;anno nell&amp;#8217;ultimo lustro. Di questo passo i siti archeologici appena ritrovati rischiano di finire in acqua. E se il ghiaccio nasconde ma conserva, l&amp;#8217;acqua distrugge irrimediabilmente i reperti. Gli studi fin qui condotti hanno permesso di osservare che i Thule di Nuvuk venivano sepolti in casse di legno o di osso di balena e spesso venivano ricoperti con pelli e pellicce. Nelle casse sono stati ritrovati alcuni utensili e delle pietre rotonde, probabilmente d&amp;#8217;uso ornamentale durante il rito funebre. Dagli utensili gli studiosi contano di ottenere informazioni preziose per ricostruire la storia delle popolazioni artiche. La datazione dei reperti riemersi dai ghiacci non &amp;#232; ancora stata effettuata ma si presume che si possa trattare di una comunit&amp;#224; insediatasi nella zona di Nuvuk mille anni fa. Nuvuk &amp;#232; stata abitata fino agli inizi del secolo scorso, quando i pochi uomini sopravvissuti l&amp;#8217;hanno abbandonata trasferendosi nella vicina Barrow. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-1837247616455874676?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/1837247616455874676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=1837247616455874676&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/1837247616455874676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/1837247616455874676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/alaska-il-caldo-minaccia-una-necropoli.html' title='Alaska: il caldo minaccia una necropoli'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-4402342007984842580</id><published>2007-12-28T05:05:00.001-08:00</published><updated>2007-12-28T05:05:03.783-08:00</updated><title type='text'>I verdi miti da sfatare... e qualche consiglio!</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Essere &amp;quot;eco&amp;quot; al giorno d'oggi &amp;#232; un'autentica scommessa, perch&amp;#233; molte delle regole che si credevano imprescindibili per ogni ambientalista &amp;quot;duro e puro&amp;quot; rischiano di essere solo dei luoghi comuni, tutti da sfatare. Magari con l'aiuto del libro &amp;quot;&lt;em&gt;Shades of Green: A (Mostly) Practical A-Z for the Reclutant Enviromentalist&lt;/em&gt;&amp;quot; dello scrittore Paul Waddington, che, misurando le attivit&amp;#224; umane per gradazioni di verde (da cui, appunto, &amp;quot;shades of green&amp;quot;), ha scoperto come molti dei comportamenti (e dei prodotti) che si credono eticamente corretti siano, in realt&amp;#224;, esattamente l'opposto o quasi. Questi i pi&amp;#249; sorprendenti, a detta dello stesso Waddington dalle colonne del Times, che li ha divisi per cromia, spaziando dal verdissimo (il punteggio ecologicamente pi&amp;#249; alto) al verde scuro (una via di mezzo, comunque accettabile), arrivando fino al &amp;quot;nemmeno un accenno di verde&amp;quot;, che rappresenta la peggior scelta eco-compatibile possibile. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;b&gt;LE BANANE&lt;/b&gt;     &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Verdissimo: commercio equo-solidale&lt;/em&gt;     &lt;br /&gt;Le economie di molte nazioni dipendono oggi dal commercio delle banane e appoggiare le associazioni di commercio equo-solidale &amp;#232; senz'altro un investimento ecologico.     &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Verde scuro: commercio equo-solidale o coltivazioni organiche      &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Entrambe le opzioni sono buone, perch&amp;#233; contemplano bassi livelli di sostanze agrochimiche usate per la conservazione dei frutti e una produzione di cui possono beneficiare anche i piccoli agricoltori.     &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nemmeno un accenno di verde: le vecchie banane.&lt;/em&gt;     &lt;br /&gt;Sono piene zeppe di pesticidi (cinque dei componenti chimici usati per le banane sono classificati come altamente tossici e tre di questi sono addirittura proibiti in Inghilterra) e le 4 societ&amp;#224; che gestiscono l&amp;#8217;80% del mercato mondiale delle banane spendono pi&amp;#249; per i prodotti chimici che per i salari dei braccianti. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;b&gt;POMODORI&lt;/b&gt;     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Verdissimo: i pomodori coltivati da soli&lt;/i&gt;.     &lt;br /&gt;Non necessitano di molto spazio e nemmeno di particolari accorgimenti, anche se durano solo da agosto a ottobre (previsione ovviamente riferita al clima inglese).     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Abbastanza verde: pomodori importati dal Mediterraneo&lt;/i&gt;.     &lt;br /&gt;I pomodori inglesi arrivano in prevalenza dalla Spagna, dove c&amp;#8217;&amp;#232; un largo uso di pesticidi, ma rispetto a quelli coltivati nelle serre pi&amp;#249; a nord, questi producono tre volte meno anidride carbonica perch&amp;#233; non arrivano con i camion ma via mare.     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Verde chiaro: i pomodori di serra.&lt;/i&gt;     &lt;br /&gt;L&amp;#8217;eliminazione dei pesticidi ne ha favorito la produzione, seppur con la controindicazione di cui sopra.     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Verde pallido: i pomodori da serra organici&lt;/i&gt;     &lt;br /&gt;Necessitano del doppio dell&amp;#8217;energia e del 20% in pi&amp;#249; di acqua.     &lt;br /&gt;Neanche un po&amp;#8217; di verde: i pomodori di serra olandesi.     &lt;br /&gt;I Paesi Bassi sono il secondo esportatore di pomodori nel Regno Unito, ma avendo climi simili, non garantiscono alcun vantaggio in pi&amp;#249;.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;b&gt;MEDIA&lt;/b&gt;     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Verdissimo: vivere scollegati.&lt;/i&gt;     &lt;br /&gt;Una persona veramente &amp;quot;eco&amp;quot; prende le notizie dagli altri membri della comunit&amp;#224; e anche per le previsioni del tempo si fa come una volta, ovvero guardare la natura e tirare a indovinare.     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Verde scuro: la radio&lt;/i&gt;     &lt;br /&gt;L&amp;#8217;opzione perfetta del vero ambientalista, perch&amp;#233; si consuma poca elettricit&amp;#224;.     &lt;br /&gt;Verde: i giornali.     &lt;br /&gt;Secondo uno studio della Carbon Trust, per ogni singola copia di quotidiano si producono 174 grammi di anidride carbonica, che &amp;#232; pi&amp;#249; del triplo di mezz&amp;#8217;ora di notiziari visti in tv ma meglio di 30 minuti su internet. Non solo. Il 70% dei giornali &amp;#232; oggi fatto con carta riciclata.     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Verde chiaro: Internet.&lt;/i&gt;     &lt;br /&gt;Una ricerca ha stabilito che la potenza necessaria per i server sul web &amp;#232; di circa 170 miliardi di kilowatt all&amp;#8217;anno. Ovvero, 234,7 grammi di emissioni di carbonio al giorno. Da qui, la preferenza per il cartaceo.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;b&gt;ANIMALI&lt;/b&gt;     &lt;br /&gt;Verdissimo: fauna del giardino e animali dello stagno.     &lt;br /&gt;Basta un disordine strategico in giardino per riempirsi di invertebrati, uccelli e piccoli mammiferi.     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Altrettanto verde: le api da miele.&lt;/i&gt;     &lt;br /&gt;Recitano un ruolo fondamentale nell&amp;#8217;impollinazione delle piante e dei fiori, senza dimenticare che da un singolo alveare si ricavano pi&amp;#249; di 40 chili di miele in un anno.     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Verde chiaro: conigli&lt;/i&gt;     &lt;br /&gt;Per la verit&amp;#224;, la loro capacit&amp;#224; di distruggere sementi e ortaggi li rende una calamit&amp;#224; per qualunque agricoltore, ma essendo commestibili, si meritano il bollino &amp;quot;eco&amp;quot;.     &lt;br /&gt;Neanche un po&amp;#8217; verde: cani e gatti.     &lt;br /&gt;I cani inglesi consumano 765.000 tonnellate di cibo l&amp;#8217;anno, che si trasformano in 365.000 tonnellate di escrementi solidi e in un miliardo di litri di urina. E anche con i gatti non va molto meglio, con 425.000 tonnellate di cibo consumate. Non solo. I gatti hanno anche sulla coscienza 220 milioni di piccoli animali e 55 milioni di uccelli.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;b&gt;BAGNI&lt;/b&gt;     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Verdissimo: fare il bagno in un fiume&lt;/i&gt;.     &lt;br /&gt;Per i veri ambientalisti, il bagno &amp;#232; la quintessenza dello spreco di una sostanza vitale. Avendo fatto a meno del bagno quotidiano per millenni, perch&amp;#233; preoccuparsi ora di come lavarsi? Un bel salto nel fiume e l'ecosistema &amp;#232; salvo.     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Verde scuro: usare un impianto solare o bio-compatibile per la raccolta di acqua piovana&lt;/i&gt;     &lt;br /&gt;Se proprio volete un bagno con la vasca, che almeno sia riscaldato usando fonti rinnovabili di energia e utilizzando l&amp;#8217;acqua piovana.     &lt;br /&gt;Abbastanza verde: condividere.     &lt;br /&gt;Due docce medie impiegano la stessa acqua necessaria per un bagno in vasca (80 litri). Non solo, se la doccia &amp;#232; riscaldata elettricamente, produce pi&amp;#249; emissioni nocive e alla fine usa pi&amp;#249; acqua di un bagno tradizionale. Di conseguenza, entrare sotto la doccia insieme o in rapida successione &amp;#232; un bel modo per risparmiare acqua ed energia. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;b&gt;LAVARE I PIATTI&lt;/b&gt;     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Verde scuro: lavastoviglie classe AAA, da usare solo quando piene&lt;/i&gt;     &lt;br /&gt;Le moderne lavastoviglie sono davvero &amp;quot;eco-friendly&amp;quot; (le batte solo l&amp;#8217;acqua piovana filtrata) perch&amp;#233; utilizzano meno di 15 litri di acqua per ciclo di lavaggio, ovvero solo un quarto di quella che ne serve se lavassimo a mano. Spalmato su un decennio, significa un risparmio di 100.000 litri nella sola Inghilterra.     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Niente affatto verde: olio di gomito, ovvero lavare a mano.&lt;/i&gt;     &lt;br /&gt;Per ottenere lo stesso risultato di una lavastoviglie, soprattutto dopo un pasto pantagruelico, rischiamo di usare almeno 150 litri di acqua e il quadruplo dell&amp;#8217;energia, senza contare la faticaccia immane.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-4402342007984842580?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/4402342007984842580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=4402342007984842580&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/4402342007984842580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/4402342007984842580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/12/i-verdi-miti-da-sfatare-e-qualche.html' title='I verdi miti da sfatare... e qualche consiglio!'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-6678196365930774888</id><published>2007-12-21T07:11:00.001-08:00</published><updated>2007-12-21T07:11:41.564-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Animali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ecologia'/><title type='text'>Giappone: stop alla caccia di megattere</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Il Giappone rinuncia a uccidere le megattere. Lo ha affermato il portavoce del governo di Tokyo, Nobutaka Machimura, confermando le notizie riportate dalla rete televisiva pubblica NHK. Una decisione che arriva dopo le vibranti proteste dell'Australia e le crescenti pressioni internazionali (anche l'Italia aveva chiesto agli altri Stati membri dell'Ue di aderire alla Convenzione baleniera mondiale (Iwc) per difendere la moratoria sulla caccia alle balene e fare blocco comune contro il Giappone). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Un passo indietro, dunque, per il governo nipponico, che il mese scorso aveva inviato sei baleniere per l'annuale mattanza nel Pacifico. Obiettivo: un migliaio di balene da uccidere, tra le quali figuravano, per la prima volta in quarant'anni, anche le megattere, considerate a rischio di estinzione e particolarmente amate dai &amp;quot;whale whatcher&amp;quot; per i loro salti acrobatici. Secondo il Giappone, si trattava di un programma di ricerca &amp;quot;scientifica&amp;quot;. Per tutta risposta, il governo australiano aveva annunciato l'invio di aerei e di una nave per sorvegliare la missione di pesca alla balena del Giappone e raccogliere elementi in vista di un'eventuale azione giudiziaria.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Vedi: &lt;a href="http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/12/navi-e-aerei-spia-per-fermare-le.html"&gt;&lt;strong&gt;Navi e aerei spia per fermare le baleniere&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-6678196365930774888?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/6678196365930774888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=6678196365930774888&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/6678196365930774888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/6678196365930774888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/12/giappone-stop-alla-caccia-di-megattere.html' title='Giappone: stop alla caccia di megattere'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-8546326650886460037</id><published>2007-12-20T08:11:00.001-08:00</published><updated>2007-12-20T08:11:59.169-08:00</updated><title type='text'>Salvare il mondo: 10 idee pazze!</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Il bestiame emette troppo metano. Se serviamo una bistecca siamo colpevoli quanto un automobilista che si fa 40 miglia emettendo anidride carbonica. La soluzione? Rimpinzare le mucche d'aglio.. Ce ne sono parecchie di idee per salvare il pianeta. La rivista americana Wired ha raccolto quelle pi&amp;#249; strane raccontando intuizioni ora quasi geniali ora molto visionarie. Del resto come diceva una pubblicit&amp;#224;: &amp;#171;Ecco i pazzi&amp;#8230;quelli che vedono le cose in modo diverso&amp;#8230;loro sono quelli che cambiano le cose&amp;#187;. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Contro l&amp;#8217;effetto serra basterebbero degli ombrelloni di nuvole, per l&amp;#8217;esattezza di stratocumuli, le nuvole pi&amp;#249; adatte a questo scopo. L&amp;#8217;idea &amp;#232; del fisico statunitense John Lathan e dell&amp;#8217;ingegnere scozzese Stephen Salter e consiste nel potenziare le propriet&amp;#224; protettive degli stratocumuli irrorandoli di acqua marina che, una volta evaporata, lascerebbe sul loro dorso una coltre di cristalli di sale, esercitando la funzione di una sorta di ombrellone. Contro l&amp;#8217;inquinamento dell&amp;#8217;ecosistema marino esistono invece societ&amp;#224;, come Planktos e Climos, che diffondono urea, un composto chimico, allo scopo di ridurre le emissioni di CO2. Per trattenere l&amp;#8217;anidride carbonica basta poi un albero finto, come teorizzato dal fisico della Columbia University Klaus Leckner. Il vegetale artificiale chiaramente non rilascia ossigeno ma, proprio come le piante vere, trattiene anidride carbonica. Sempre per salvare il pianeta c&amp;#8217;&amp;#232; anche chi ha pensato di convertire i grattacieli, simbolo dell&amp;#8217;inquinamento metropolitano, in strumenti eco-friendly. L&amp;#8217;idea &amp;#232; del professor Dickson Despommier, professore di scienze ambientali alla Columbia University, che ha progettato dei grattacieli contenenti serre all&amp;#8217;interno delle quali si coltiverebbero i prodotti della terra e al tempo stesso si produrrebbe energia rinnovabile. Insomma, degli agro-grattacieli. Infine a fronte di una crescente violenza di molti fenomeni naturali, come gli uragani (che gli scienziati collegano anche al fenomeno del surriscaldamento del pianeta), basterebbe far piovere dal cielo un spruzzata di polvere in direzione della tormenta. Lo sostiene il fisico ed esperto di clima, Daniel Rosenfeld. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-8546326650886460037?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8546326650886460037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=8546326650886460037&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/8546326650886460037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/8546326650886460037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/12/salvare-il-mondo-10-idee-pazze.html' title='Salvare il mondo: 10 idee pazze!'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-3888429314183626682</id><published>2007-12-19T10:06:00.001-08:00</published><updated>2007-12-19T10:06:16.643-08:00</updated><title type='text'>Per salvare il pianeta serve la banda larga</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;In attesa che l'industria sviluppi fonti di energia rinnovabile non inquinante, qualcosa si pu&amp;#242; gi&amp;#224; fare anche in questa epoca cos&amp;#236; dipendente dal petrolio, e un grosso aiuto pu&amp;#242; venire dalle connessioni a banda larga. Questo almeno &amp;#232; quanto emerge dalla relazione presentata dall'American Consumer Institute, l'associazione a tutela dei consumatori Usa. Secondo i calcoli effettuati, il risparmio di inquinamento realizzabile grazie alle autostrade digitali &amp;#232; notevole: 1 miliardo di tonnellate di emissioni che causano l'effetto serra in dieci anni. Ovvero l'11% del totale prodotto dagli Stati Uniti. Un dato non trascurabile, soprattutto per un'economia come quella Usa fondata largamente sul petrolio. I vantaggi della banda larga sono tutti vantaggi indiretti, perch&amp;#233; sono i servizi abilitati dalle connessioni superveloci a generare il vero risparmio di emissioni dannose all'atmosfera. Quattro le principali voci in cui si articolano i servizi che puliscono l'aria di CO2: l'e-commerce, il telelavoro, la teleconferenza e la digitalizzazione di molti beni di intrattenimento. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Telelavoro e teleconferenza sono le voci pi&amp;#249; immediatamente comprensibili in ottica di emissioni. Ridurre gli spostamenti su mezzi alimentati a petrolio elimina indubbiamente l'inquinamento e, nel caso dei manager che spesso sono in viaggio e utilizzano preferibilmente l'aereo quale mezzo di trasporto, i vantaggi sono ben evidenti. Secondo i calcoli dell'associazione consumatori a stelle e strisce, il risparmio per i trasporti garantito dal telelavoro &amp;#232; quantificabile in 248 milioni di tonnellate di emissioni nocive. A questo vantaggio va anche sommato il risparmio delle aziende che non devono pi&amp;#249; ospitare tutti i dipendenti e quindi possono ridurre uffici e spese di riscaldamento. Per quanto riguarda le videoconferenze, si stima che se adeguatamente utilizzate potrebbero comportare una riduzione del 10% dei voli aerei nazionali, con conseguente minor consumo di energia inquinante. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Altra importante voce per il futuro sostenibile dell'umanit&amp;#224; &amp;#232; il commercio elettronico (e-commerce) e quello di beni digitali. Queste nuove forme di business permettono un risparmio nel trasporto delle merci e nel magazzino che incidono sulle emissioni per 206 milioni di tonnellate di emissioni nocive, cui devono aggiungersi i 67 milioni risparmiati per i beni digitali, come cd, libri, film e videogiochi che perdendo la loro fisicit&amp;#224; perdono anche la necessit&amp;#224; di energia per essere confezionati, spediti e immagazzinati. Un ruolo importante in questa lista dei beni digitalizzati &amp;#232; giocato anche dalla posta elettronica, che riduce in questo caso oltre ai trasporti anche l'abbattimento di foreste per produrre carta da lettera. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il rapporto dei consumatori statunitensi indica chiaramente le condizioni necessarie perch&amp;#233; le proprie previsioni si realizzino: tutto questo risparmio avverr&amp;#224; solo se le connessioni a banda larga saranno diffuse su tutto il territorio. La condizione quindi per non immettere 1 miliardo di tonnellate di emissioni nocive per l'atmosfera &amp;#232; che negli Usa tutti - aziende e privati - abbiano una connessione a banda larga. Attualmente negli Usa il 95% della popolazione &amp;#232; raggiunto da connessioni veloci, ma solo il 45% le utilizza.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-3888429314183626682?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3888429314183626682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=3888429314183626682&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/3888429314183626682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/3888429314183626682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/12/per-salvare-il-pianeta-serve-la-banda.html' title='Per salvare il pianeta serve la banda larga'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-8640057708713041537</id><published>2007-12-19T05:30:00.000-08:00</published><updated>2007-12-19T05:34:58.021-08:00</updated><title type='text'>Navi e aerei spia per fermare le baleniere</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;L'&lt;strong&gt;Australia&lt;/strong&gt; scende in campo in prima persona nella battaglia contro la caccia alle balene, una pratica vietata da una moratoria internazionale a cui per&amp;#242; continuano a sottrarsi alcuni Paesi, in particolare Norvegia, Islanda e &lt;strong&gt;Giappone&lt;/strong&gt;. E proprio ne i confronti del Giappone, che sostiene di avallare tale pratica per &amp;#171;finalit&amp;#224; scientifiche e di studio&amp;#187;, &amp;#232; rivolta la protesta di Canberra che anche con il nuovo governo laburista conferma la linea favorevole alla tutela dei cetacei, gi&amp;#224; espressa dal precedente esecutivo.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Se l'ex ministro australiano all'Ambiente, Michael Turnbull, aveva lanciato appelli sottotitolati con gli ideogrammi nipponici per cercare di smuovere le coscenze anche nel paese del sol levante, l'attuale governo ha deciso di andare oltre e di lanciare una vera e propria missione nelle acque dell'oceano meridionale. In sostanza &lt;strong&gt;Canberra&lt;/strong&gt; ha deciso di &amp;#171;spiare&amp;#187; le baleniere nipponiche tallonandole e scattando fotografie per raccogliere prove sulla loro attivit&amp;#224;. Un inviato diplomatico &amp;#232; stato nominato dal neoeletto premier laburista Kevin &lt;img height="155" src="http://www.ventiecorrenti.it/responsabile/images/balena1.jpg" width="225" align="left" /&gt;Rudd, con il preciso incarico di &amp;#171;andare a convincere i giapponesi di smettere la pesca alle balene&amp;#187;, ha spiegato un portavoce dell'esecutivo. Rudd, lui stesso ex diplomatico (in Cina), crede fermamente nelle soluzioni prese di comune accordo. Il ministro degli Esteri, Stephen Smith, ha invece annunciato di avere avviato &amp;#171;una protesta formale con il governo di Tokio, perch&amp;#232; smettano la pesca di balene nelle acque protette&amp;#187;. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Tra pochi giorni salper&amp;#224; la Oceanic Viking, la nave affittata dal governo australiano per tallonare e spiare con potenti teleobiettivi l'attivit&amp;#224; dei pescerecci giapponesi e decoller&amp;#224; in suo supporto l'aereo da ricognizione A319. Entrambi sono attrezzati per le condizioni polari dei mari del sud. Ha invece preso il largo stamattina da Auckland la nave di Greenpeace, &amp;#171;Esperanza&amp;#187;. A bordo di quest'ultima ci sono anche tre italiani, che si sono detti &amp;#171;eccitati e felici&amp;#187; di contribuire alla causa delle balene del Pacifico. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il portavoce di &lt;strong&gt;Greenpeace &lt;/strong&gt;Australia, Steve Shallhorn, ha approvato l'intervento del governo australiano: &amp;#171;I giapponesi - ha sottolineato - cercheranno di evitare che le carcasse di animali in via di estinzione siano filmati mentre vengono issati a bordo delle loro navi. Salveremo delle vite&amp;#187; Le baleniere giapponesi hanno detto di avere un target di 935 balene, tra le quali anche figurano per la prima volta in quarant'anni anche le &lt;strong&gt;megattere&lt;/strong&gt;, considerate a rischio di estinzione e particolarmente amate dai whale whatcher per i loro salti acrobatici. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Intanto anche dagli Stati Uniti arriva la notizia di un'azione diplomatica finalizzata alla tutela dei cetacei. La &lt;strong&gt;Casa Bianca&lt;/strong&gt;, in particolare, sembra stia facendo pressione sul Giappone affinch&amp;#233; fermi la caccia delle megattere e l&amp;#8217;ambasciatore americano a Tokyo fa sapere che un accordo per fermare le reti dei balenieri potrebbe essere gi&amp;#224; stato concluso. L&amp;#8217;ambasciatore, Thomas Schieffer, dice che negoziatori americani e giapponesi stanno lavorando a un documento proposto dagli Stati Uniti - parte di un programma di ricerca scientifica autorizzato a livello internazionale - per porre fine alla mattanza. &amp;#171;Penso che sia stato raggiunto un accordo la scorsa notte o stamattina - dice Schieffer - affinch&amp;#233; non si caccino i cetacei almeno fino alla conferenza internazionale sulle balene prevista in giugno&amp;#187;.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-8640057708713041537?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8640057708713041537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=8640057708713041537&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/8640057708713041537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/8640057708713041537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/12/navi-e-aerei-spia-per-fermare-le.html' title='Navi e aerei spia per fermare le baleniere'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-6112677379965476538</id><published>2007-12-15T06:40:00.000-08:00</published><updated>2007-12-15T06:43:13.756-08:00</updated><title type='text'>Protocollo di Kyoto, avanti anche senza gli USA!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Al Gore&lt;/span&gt; piomba a Bali dopo avere ritirato il premio Nobel per la Pace a Stoccolma e, con il suo entusiasmo da profeta dell’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;effetto serra&lt;/span&gt; tenta, all’ultimo momento, di sottrarre la tredicesima conferenza mondiale sul clima a un fallimento quasi completo: «Il pianeta minacciato dal riscaldamento globale si aspetta che da questa conferenza escano impegni chiari sulla riduzione dei gas serra. Spero che ci sia un mutamento di atteggiamento da parte dei alcuni Paesi, e soprattutto da parte del mio che è il principale responsabile dello stallo di ogni progresso qui a Bali». In ogni caso Al Gore ha chiesto ai partecipanti di anticipare al 2010 i termini per un accordo di riduzione dei gas terra «anche senza l'intesa con gli Stati Uniti». «Facciamo in modo che il nuovo, più stringente regime per il taglio delle emissioni ella CO2 cominci nel 2010» e non nel 2012 quando scade il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Protocollo di Kyoto&lt;/span&gt;, è l'appello lanciato dal Nobel a Bali. Ma il carisma di Gore non sembra più sufficiente a imprimere una svolta ai negoziati e ad assicurare un futuro al travagliato Protocollo di Kyoto, oltre la sua scadenza del 2012.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ventiquattro ore dalla fine del lungo negoziato di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bali&lt;/span&gt; le posizioni fra i vari gruppi in cui si è frammentata la conferenza appaiono inconciliabili. L’Europa e la maggioranza dei Paesi in via di sviluppo sono determinati a chiedere che il documento finale contenga un obiettivo vincolante per i Paesi industrializzati: entro il 2020 le emissioni dei gas serra dovranno essere ridotte di una percentuale variabile tra il 25 e il 40%, rispetto ai livelli del 1990. Dunque un obiettivo ben più impegnativo e oneroso rispetto a quello attuale del 5%. Nettamente contrari a questa ipoteca sul futuro non solo gli Stati Uniti, ma anche Giappone e Canada: «Ogni accordo a lungo termine dovrà essere flessibile, in modo da permettere ai vari Paesi di scegliere le politiche più adatte alla loro realtà economiche», invoca il ministro dell’Ambiente canadese John Baird, ricordando che il suo Paese, pur avendo aderito a Kyoto, è contrario come gli Stati Uniti a quote di riduzione capestro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esito più probabile di queste contrapposizioni che, almeno per ora, non lasciano prevedere spazi di mediazione, sarà un documento conclusivo che affida a una nuova fase negoziale, della durata di due anni, l’elaborazione di un nuovo accordo mondiale per la riduzione dei gas serra. Se questo sarà ancora simile al Protocollo di Kyoto, nel senso che conterrà date e quote di riduzioni vincolanti, come chiede l’Europa; oppure se sarà molto più flessibile e affidato soprattutto ad azioni volontarie, come pretendono gli Stati Uniti, lo sapremo soltanto al futuro vertice di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Copenaghen&lt;/span&gt; del 2009.&lt;/div&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-6112677379965476538?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/6112677379965476538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=6112677379965476538&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/6112677379965476538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/6112677379965476538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/12/al-gore-piomba-bali-dopo-avere-ritirato.html' title='Protocollo di Kyoto, avanti anche senza gli USA!'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-5409029188239262266</id><published>2007-12-14T02:20:00.000-08:00</published><updated>2007-12-14T02:26:03.944-08:00</updated><title type='text'>Il caldo ferma la marcia dei pinguini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;L'innalzamento del clima rischia di fermare la marcia dei pinguini. La Penisola antartica, parte dell’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Antartide&lt;/span&gt;, l’ultimo continente ancora "integro del pianeta", si sta assottigliando a causa dei cambiamenti climatici. Il ghiaccio che si forma dall'acqua marina copre un'area del 40% inferiore rispetto a 26 anni fa, l’Oceano meridionale che la lambisce si è scaldato fino a una profondità di 3.000 metri. Tutto questo sottrae habitat, vale a dire terreno di riproduzione e cibo, a quattro diverse specie di pinguino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A rischio le popolazioni di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pinguino imperatore&lt;/span&gt;, Pinguino di Adelia, il Pinguino dell’Antartide e il Pinguino papua. Abitudini, cicli riproduttivi che si perpetuano da millenni sono già minacciati dal riscaldamento globale. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto del Wwf Pinguini e cambiamenti climatici lanciato in tutto il mondo da Bali. «Quattro specie diverse, sulle quali incombe lo stesso rischio, un pianeta che "ribolle" commenta Gianfranco Bologna, Direttore&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0f/AdeliePenguins.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 286px; height: 177px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0f/AdeliePenguins.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; scientifico del Wwf Italia «Sono i veri simboli dell'Antartide, ora costretti ad un adattamento forzato al cambiamento climatico che gli sottrae i terreni per la nidificazione e il krill per l’alimentazione ad un ritmo che non ha precedenti». Il pinguino imperatore, il più grande e maestoso pinguino del mondo, ha visto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dimezzarsi l'estensione delle sue abituali colonie&lt;/span&gt; nell'ultimo mezzo secolo. Gli inverni sempre più miti e i venti sempre più forti hanno costretto i pinguini a crescere i propri piccoli su strati di ghiaccio più sottili. Negli ultimi anni, il ghiaccio ha cominciato a rompersi troppo presto e moltissime uova e piccoli sono caduti in acqua prima che fossero in grado di sopravvivere in autonomia.      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riduzione del ghiaccio marino, ridotta ad un’area inferiore del 40% rispetto a 26 anni fa al largo della penisola antartica, ha provocato la diminuzione della popolazione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;krill&lt;/span&gt;, la principale fonte di cibo del Pinguino dell’Antartide. La popolazione di questa specie è diminuita dal 30% al 66% a seconda delle colonie e della disponibilità di cibo. Lo stessa cosa accade ai Pinguini papua, che più degli altri stanno subendo il declino degli stock di krill causato da una pesca intensiva.     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'Antartide nord-occidentale, dove il riscaldamento è ancora più accentuato, la popolazione dei pinguini di Adelia è diminuita del 65% negli ultimi 25 anni. Non solo il cibo è diventato più scarso, ma la popolazione ha subito una invasione nei loro territori abituali dei ‘cugini’ appartenenti papua e dell’Antartide, specie che amano temperature un po' più miti. Le temperature più alte, inoltre, permettono all'atmosfera di trattenere più vapore acqueo, cosa che aumenta le precipitazioni nevose: un rischio per la sopravvivenza dei pinguini di Adelia che hanno bisogno di terra libera dalla neve per allevare i loro piccoli.&lt;/div&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-5409029188239262266?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5409029188239262266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=5409029188239262266&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/5409029188239262266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/5409029188239262266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/12/il-caldo-ferma-la-marcia-dei-pinguini.html' title='Il caldo ferma la marcia dei pinguini'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-3905934179755453002</id><published>2007-12-13T13:25:00.000-08:00</published><updated>2007-12-13T13:29:34.478-08:00</updated><title type='text'>Amazzonia, il trionfo della biodiversità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Amazzonia, nota anche come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Foresta Amazzonica&lt;/span&gt;, è una foresta equatoriale nel Bacino dell'Amazzonia in Sud America. L'area conosciuta dell'Amazzonia o del Bacino dell'Amazzonia supera i 7 milioni di km² (1.2 miliardi di acri), anche se la foresta propriamente detta ne occupa circa 5,5 milioni. La foresta sta per il 60 % del territorio in Brasile, ma si estende anche in Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana Francese. Il nome Amazzonia deriva dall'esploratore spagnolo Francisco de Orellana. Dalla relazione che fu scritta al termine del suo viaggio in Amazzonia &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c0/Amazon_57.53278W_2.71207S.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 179px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c0/Amazon_57.53278W_2.71207S.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nel 1542, dal cappellano della spedizione Gaspar de Carvajal, si nota che gli spagnoli incontrarono una tribu di donne guerriere, la cui regina veniva chiamata Conorì. Orellana chiamò il fiume &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rio delle Amazzoni&lt;/span&gt;, perché le donne guerriere gli ricordarono le antiche Amazzoni dell'Asia e dell'Africa, descritte da Erodoto e Diodoro Siculo, nella mitologia greca. Le foreste pluviali sono le più ricche di specie, e le foreste tropicali nelle Americhe sono costantemente più ricche di specie che quelle in Africa e in Asia. Nel più grande tratto delle foreste tropicali delle Americhe, la Foresta amazzonica ha un'incomparabile &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;biodiversità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Nella regione vivono circa 2,5 milioni di specie di insetti, 10.000 specie di piante, e 2000 specie di uccelli e mammiferi. Secondo i dati, almeno 40.000 specie di piante, 3.000 specie di pesci, 1.294 specie di uccelli, 427 specie di mammiferi, 427 specie di anfibi e 378 specie di rettili sono stati classificati nella regione. Gli scienziati hanno descritto fra le 96.669 e 128.843 specie di invertebrati solo il Brasile.&lt;br /&gt;La diversità delle specie di piante è la più alta sulla terra e alcuni esperti valutano che 1 km² contenga sopra i 75.000 tipi di alberi. 1 km² di foresta amazzonica può contenere circa 90.790 tonnellate di piante. Questo costituisce la più grande accumulazione di specie di piante e animali nel mondo. Uno su cinque di tutti gli uccelli vive nella foresta amazzonica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-3905934179755453002?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3905934179755453002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=3905934179755453002&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/3905934179755453002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/3905934179755453002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/12/amazzonia-il-trionfo-della-biodiversit.html' title='Amazzonia, il trionfo della biodiversità'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-2323951576332552216</id><published>2007-10-17T03:48:00.000-07:00</published><updated>2007-10-17T07:43:13.393-07:00</updated><title type='text'>IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (in inglese: United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland) è uno stato dell'Europa Occidentale. Il Regno Unito fu formato da una serie di Atti d'Unione che riunirono diverse nazioni: Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord. Gran parte dell'Irlanda si separò nel 1922 costituendo lo Stato Libero d'Irlanda (l'attuale Repubblica d'Irlanda), la parte restante è ancora sotto il Regno Unito e viene chiamata Irlanda del Nord. Il Regno Unito è situato al largo delle coste occidentali dell'Europa settentrionale, circondato a est dal Mar del Nord, a sud dal Canale della Manica, e a ovest dall'Oceano Atlantico e dal mare d'Irlanda. Sono sottoposte alla sovranità del Regno Unito le Isole del Canale, l'Isola di Man e un cospicuo numero di territori &lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ae/Flag_of_the_United_Kingdom.svg/800px-Flag_of_the_United_Kingdom.svg.png"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 286px; CURSOR: hand" height="135" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ae/Flag_of_the_United_Kingdom.svg/800px-Flag_of_the_United_Kingdom.svg.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;d'oltremare. Gran Bretagna è il nome geografico dell'isola comprendente Inghilterra, Galles e Scozia che spesso viene impropriamente utilizzato per considerare l'intero stato. Isole britanniche è il nome geografico dell'arcipelago comprendente la Gran Bretagna, l'Irlanda, l'Isola di Man, l'Isola di Wight, le isole Orcadi, le isole Ebridi, le isole Shetland le Isole del Canale e altre.&lt;br /&gt;Il Regno Unito possiede anche quattordici territori rimasti in eredità dall'antico impero coloniale come Bermuda, Gibilterra, le Isole Pitcairn, le isole Falkland e i territori britannici in Antartide e nell'Oceano Indiano. La regina Elisabetta II è tuttora la regina di 15 membri del Commonwealth tra i quali il Canada, l'Australia, la Nuova Zelanda e la Giamaica.&lt;br /&gt;Dopo la fine del Grande Impero coloniale e il declino della sua influenza nel mondo, il Regno Unito è rimasto comunque una grande potenza. Membro del G8, il Regno Unito è un paese tra i più sviluppati del globo; la sua economia, con un PIL stimato sui 2200 miliardi di dollari, è la quinta a livello mondiale e la seconda in Europa. È il terzo Stato più popoloso d'Europa dopo Germania e Francia con una popolazione di 60,2 milioni di abitanti, membro fondatore della NATO e dell'ONU dove è membro permanente del Consiglio di sicurezza con diritto di veto. Il Regno Unito è una delle maggiori potenze militari mondiali ed è dotato delle armi nucleari.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;ASPETTO GEOGRAFICO&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Regno Unito si sviluppa sull'intera isola di Gran Bretagna e su un sesto dell'isola d'Irlanda. E' diviso in quattro nazioni, conosciute in patria come Home Nations&lt;br /&gt;L'unica nazione che confina col Regno Unito è la Repubblica d'Irlanda.&lt;br /&gt;La maggior parte del territorio d'Inghilterra è caratterizzato da colline e pianure divise da est a ovest da alcune catene collinari. Da Nord a Sud le più rilevanti sono: le Cumbrian&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/9/95/Mappa-Regno_Unito.png"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 574px" height="627" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/9/95/Mappa-Regno_Unito.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Mountains, i monti Pennini, le colline del Peak District, le Cotswolds e le Chilterns. I fiumi principali sono il Tamigi, il Severn, il Trent, l'Humber e il Tyne. Città principali sono Londra, Birmingham, Manchester, Sheffield, Liverpool, Lincoln, Leeds, Bristol e Newcastle upon Tyne.&lt;br /&gt;Il Galles è principalmente montuoso, a nord-ovest si elevano i monti di Snowdonia che raggiungono la massima altezza del Galles con il monte Snowdon, alto 1.085 metri. Nella regione centrale si elevano i monti Cambrici ed a sud-est quelli del Brecon Beacons. A nord del Galles si trova l'isola di Anglesey. Capoluogo e città principale è Cardiff situata nella parte meridionale del paese.&lt;br /&gt;Il territorio della Scozia è contraddistinto da pianure nelle parti meridionale orientale e da montagne, tra le quali il Ben Nevis 1.343 metri, e altipiani nelle parti settentrionali e occidentali. Vi sono numerosi laghi e profondi fiordi. La Scozia comprende un vasto numero di isole situate al largo delle coste occidentali e settentrionali: Le Ebridi, le Orcadi e le isole Shetland. Le città principali sono Edimburgo, Glasgow e Aberdeen.&lt;br /&gt;L'Irlanda del Nord situata nella parte nord-orientale dell'isola irlandese è principalmente collinare. Le maggiori città sono Belfast e Derry.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il Regno Unito, è uno stato che comprende l'Inghilterra, il Galles, la Scozia e l'Irlanda del Nord nelle Isole Britanniche. Il Regno Unito comprende inoltre alcuni altri territori, talvolta in regime post-coloniale:Anguilla, Bermuda, Territori Britannici dell'Antartico, Territori Britannici dell'Oceano Indiano, Isole Cayman, Isole Falkland (dette anche Isole Malvine o Isole Malvinas), Georgia del Sud e Isole Sandwich meridionali, Gibilterra, Montserrat, Isole Orcadi, Isola di Sant'Elena, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini Britanniche, Basi militari di Akrotiri e Dhekelia a Cipro.&lt;br /&gt;L'isola di Man, a dispetto di quanto credono molte persone, non fa parte del Regno Unito ma è una dipendenza diretta della Corona britannica, mentre le Isole del Canale (Isole Anglo-Normanne) hanno uno status simile appartenendo al re d'Inghilterra in qualità di duca di Normandia. Le Isole Orcadi e Shetland, invece, fanno semplicemente parte della Scozia. Il Regno Unito ha rapporti politici e commerciali con numerose altre nazioni del Commonwealth.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;ORGANIZZAZIONE POLITICA&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Sistema politico del Regno Unito è composto da un complesso insieme di parlamentarismo, monarchia e democrazia, che convivono in un sistema pluripartitico. Il Primo ministro è capo del governo. Il potere esecutivo è esercitato dal governo, quello legislativo sia dal governo che dalle due camere del Parlamento, la House of Lords e la House of Commons. Quello giudiziario è indipendente da esecutivo e legislativo.&lt;br /&gt;Il sistema di governo del Regno Unito, noto come Sistema Westminster è stato adottato anche da altri paesi, come Canada, India, Australia, Nuova Zelanda, Singapore, Malaysia e Giamaica, che un tempo facevano parte dell'Impero Britannico.&lt;br /&gt;La Costituzione non è codificata e si ricava da convenzioni costituzionali, leggi ed altre fonti.&lt;br /&gt;Alcuni pote&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/61/Coat_of_arms_of_the_United_Kingdom.png"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 184px; CURSOR: hand; HEIGHT: 152px" height="211" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/61/Coat_of_arms_of_the_United_Kingdom.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ri sono stati devoluti alla Scozia, al Galles e all'Irlanda del Nord.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il capo dello stato fonte teorica del potere esecutivo, legislativo e giudiziario del Regno Unito è il monarca britannico, attualmente la regina Elisabetta II del Regno Unito. Tuttavia, la sovranità non risiede più nel monarca dal 1689, anno di approvazione del Bill of Rights, che stabilì il principio di sovranità parlamentare. Nonostante ciò, il Monarca resta Capo di Stato, simile nelle funzioni a un Presidente di una repubblica parlamentare.&lt;br /&gt;In origine, il monarca aveva il diritto di scegliere qualsiasi cittadino britannico come suo Primo Ministro e poteva convocare e sciogliere il Parlamento quando lo riteneva più opportuno. Tuttavia, secondo l'attuale "costituzione non scritta", il Primo Ministro è il leader del partito di maggioranza nella Camera dei Comuni e il Parlamento può essere sciolto nel momento in cui lo ritiene opportuno. Il monarca ha la possibilità di negare la sanzione regia alle proposte di legge approvate dal Parlamento; questo potere non è più esercitato dal 1708 e, se attuato oggi, causerebbe una grave crisi costituzionale. La regina Anna fu l'ultimo monarca ad esercitare questo potere, l'11 marzo 1708, su un decreto di invio dell'esercito in Scozia. Gli altri poteri regali, detti prerogative reali, sono esercitati dal Primo Ministro e dal Gabinetto, con il consenso formale del monarca.&lt;br /&gt;Oggi il Sovrano ha essenzialmente un ruolo cerimoniale limitato nell'uso del potere da convenzioni e dall'opinione pubblica. Il monarca continua però ad esercitare tre diritti essenziali: il diritto ad essere consultato, il diritto di consigliare e il diritto di mettere in guardia. Il Primo Ministro tiene incontri settimanali confidenziali con il monarca.&lt;br /&gt;In termini formali, la Corona in Parlamento indica il Sovrano mentre in termini pratici il capo politico del Regno Unito è il Primo Ministro. Tuttavia, i veri poteri della posizione del Monarca nella Costituzione Britannica non devono essere sottovalutati. Il monarca ha alcuni poteri, da usare però con discrezione. Ricopre il ruolo necessario di capo di stato e, in assenza di una separazione distinta dei poteri e con una forte camera bassa, agisce come controllo finale del potere esecutivo. Nel caso, ipotetico, dell'approvazione di una legge minacciante la libertà e la sicurezza dei cittadini britannici, il Monarca potrebbe negare la sanzione regia, libero dalle correnti politiche dei partiti. Inoltre, sarebbe difficile per il Parlamento o per il Governo rimuovere il monarca, in quanto egli è comandante in capo delle forza armate che giurano fedeltà a lui.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-2323951576332552216?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2323951576332552216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=2323951576332552216&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/2323951576332552216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/2323951576332552216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/10/il-regno-unito-di-gran-bretagna-e.html' title='IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-5961812379824884622</id><published>2007-10-07T07:34:00.000-07:00</published><updated>2007-10-07T07:40:04.380-07:00</updated><title type='text'>LA TERRA E' IN ROSSO: PIU' CONSUMI CHE RISORSE</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Terra anche quest’anno dovrà farle credito, ma è un’operazione ad alto rischio e non può durare a lungo, perché altrimenti si va alla bancarotta ecologica. Questo è l’allarme lanciato dal Network mondiale dell’impronta ecologica, che calcola l’impatto che esercitiamo su terreni agricoli, pascoli, foreste e zone di pesca e lo mette a confronto con la capacità che quegli ecosistemi hanno di generare nuove risorse e assorbire i rifiuti che produciamo. Risultato: la domanda dell’uomo supera di circa un terzo le capacità del pianeta. Consumiamo l’equivalente delle risorse generate da 1,3 Terre. E siccome ne abbiamo una sola, quello 0,3 di troppo può essere immaginato come una sorta di debito contratto con l’ecosistema.&lt;br /&gt;«L’umanità vive oltre i limiti della sua carta di credito ecologica – dice Mathis Wackernagel, direttore del Network –. E se spendere più soldi di quelli che hai in banca porta ad accumulare un debito finanziario, usare più di quello che il pianeta riesce a ricreare ogni anno crea un debito ecologico e nel tempo conduce all’esaurimento delle risorse fondamentali su cui si basa l’economia umana ». Da metà degli anni ’80, dicono gli studi sull’impronta ecologica, l’uomo consuma più risorse di quante la Terra ne produca. La progressione è stata tale che se nel ’96 il sovrasfruttamento era del 15% e il debito ecologico cominciava ad accumularsi a novembre, oggi siamo a una quota di risorse consumate che eccede del 30% quelle a disposizione e il «giorno del debito ecologico », in cui si calcola siano esaurite le risorse che il pianeta può produrre nel corso dell’anno, scatta il 6 ottobre. Era ieri.&lt;br /&gt;Certo, tutto questo è valido se si accetta di ragionare in termini di impronta ecologica. Cioè se si prende per buono questo indicatore di sostenibilità ambientale «sintetico» (perché tenta di integrare informazioni di natura diversa fra loro), che come unità di misura usa l’ettaro di territorio biologicamente produttivo, ed è continuamente cambiato e raffinato dai ricercatori che lo applicano. Nessun governo e nessuna agenzia dell’Onu adottano sistemi per valutare quanto sia esteso l’utilizzo umano della natura rispetto alla capacità degli ecosistemi. Lo &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RwjvnYoZu4I/AAAAAAAAAlI/MNXQFCiZE2E/s1600-h/iNQUINAMENTO.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118604436412414850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RwjvnYoZu4I/AAAAAAAAAlI/MNXQFCiZE2E/s320/iNQUINAMENTO.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;fanno alcuni ecologi, e spesso i risultati che ottengono presentano differenze molto significative. «È un metodo che ha scatenato molti dibattiti tra gli studiosi della sostenibilità», ammette un ambientalista come Gianfranco Bologna, del Wwf Italia. E in effetti, il sistema è complicatissimo. Analisi sui consumi di cibo e materiali; sulla quantità di energia «contenuta» in un paniere di prodotti commercializzati nel mondo e su quella generata localmente; stime sulla biocapacità dei vari Paesi. Così viene misurata la superficie terrestre o marina necessaria a produrre le risorse che una data popolazione utilizza e — nel caso dell’energia — la superficie che serve ad assorbire l’anidride carbonica. Ma brutalizzando si tratta della somma di 6 ingredienti: terra coltivata per produrre cibo, aree di pascolo usate per avere prodotti animali, foreste necessarie a fornire legname e carta, superfici marine sfruttate per avere pesci e alimenti in genere, terreni necessari a ospitare le infrastrutture edilizie; foreste che servono ad assorbire le emissioni di Co2.&lt;br /&gt;Il primo a pensarci fu William Rees, ecologo dell’Università di British Columbia (Canada). Con Mathis Wackernagel, alla fine degli anni ’80, tentava di superare al cuni problemi legati al calcolo della «capacità di carico» della specie umana, che negli studi di ecologia misura la quota massima di popolazione che una determinata area può sopportare. Invece di chiedersi quante persone può sopportare la Terra, Rees e Wackernagel si domandarono quale area di territorio produttivo fosse usata da una popolazione. Un esempio: gli italiani, considerati i livelli di consumo e la produzione di scarti, si appoggiano su un’area di ettari biologicamente produttivi che è grande tre volte lo stivale. «Abbiamo un’impronta quasi doppia rispetto alla media mondiale — spiega Simone Bastianoni, dell’Università di Siena —. Se tutti gli abitanti della Terra avessero uno stile di vita e un livello di consumopari al nostro per soddisfare le loro necessità servirebbero 2,3 pianeti».&lt;br /&gt;L’idea è questa: non conta solo il numero delle teste (la popolazione), ma anche la dimensione dei piedi (quanto si pesa sulla Terra). Il rapporto Living Planet 2006 dice che la biocapacità dell’ecosistema mondiale è di 1,8 ettari produttivi pro capite, mentre l’impronta è di 2,2. Con enormi differenze da Paese a Paese. Gli Usa hanno una biocapacità pro capite di 4,7, un’impronta di 9,6 e quindi un deficit di 4,8, mentre il Brasile, ha biocapacità per 9,9 ettari produttivi pro capite e un’impronta di 2,1, con saldo ampiamente attivo. L’Italia, manco a dirlo, è messa male: poche risorse, 1,0, impatto al 4,2, debito ecologico fissato a -3,1 ettari di territorio biologicamente produttivi pro capite. Di solito, a questo punto, chi segue le nostre impronte sul Pianeta dice che consumi «fuori budget » come questi sono possibili perché miliardi di persone hanno accesso a una quota irrisoria delle risorse. E anche così sono insostenibili.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-5961812379824884622?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5961812379824884622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=5961812379824884622&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/5961812379824884622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/5961812379824884622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/10/la-terra-e-in-rosso-piu-consumi-che.html' title='LA TERRA E&apos; IN ROSSO: PIU&apos; CONSUMI CHE RISORSE'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RwjvnYoZu4I/AAAAAAAAAlI/MNXQFCiZE2E/s72-c/iNQUINAMENTO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-3054435616083508035</id><published>2007-10-01T08:33:00.000-07:00</published><updated>2007-10-01T08:36:18.162-07:00</updated><title type='text'>UE: STOP AGLI AEREI CHE INQUINANO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Entro il 2012 le compagnie a un bivio: o sposano la causa o non potranno più volare nei nostri cieli&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bruxelles, Unione Europea&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nuova puntata dello scontro sul cambiamento climatico tra Europa e Stati Uniti. Questa volta a scatenare la battaglia è stato il taglio delle emissioni dell'aviazione civile: gli Usa, spalleggiati da Australia e Cina, hanno guidato l'ammutinamento del resto del mondo contro la proposta Ue di applicare tetti vincolanti alle emissioni di Co2 nel settore aereo, provocando un muro contro muro che nei prossimi anni sfocerà in guerra aperta.&lt;br /&gt;Il Vecchio continente, infatti, entro il 2012 metterà le compagnie aree extracomunitarie di fronte ad un bivio: o accetteranno la lotta al cambiamento climatico o non potranno più volare sui nostri cieli. Una posizione che Bruxelles ritiene giustificata dall'atteggiamento dell'amministrazione Bush, che anche nei negoziati sull'era successiva al Protocollo di Kyoto rifiuta l'adozione di target vincolanti nel taglio delle emissioni.&lt;br /&gt;Lo scontro sui cieli è andato in onda a Montreal, dove nelle ultime due settimane le delegazioni provenienti da tutto il globo hanno partecipato all'assemblea dell'Organizzazione internazionale per l'aviazione civile (Icao). Da un lato erano schierati i governi dell'Ue, appoggiati dagli altri 15 paesi della Conferenza europea dell'aviazione, tra cui Svizzera, Norvegia e Islanda, dall'altro il fronte anti-ambientalista, guidato da Usa, Australia, Cina e Arabia Saudita. Al centro dei negoziati c'era la strategia europea per applicare agli aerei di linea uno schema di emissioni come quello previsto da Kyoto, un tetto ai gas inquinanti da imporre alle compagnie Ue a partire dal 2011 e dall'anno successivo a quelle del resto del mondo che operano in Europa.&lt;br /&gt;La misura si inserisce nella strategia dell'Unione contro il surriscaldamento del pianeta (e i cataclismi che ne deriveranno), il cui obiettivo è quello di contenere l'innalzamento delle temperature entro i 2 gradi centigradi rispetto all'era preindustriale. E il settore aereo è chiamato a fare la sua parte, visto che già oggi contribuisce al 3% delle emissioni nocive, una percentuale destinata a lievitare con l'aumento del traffico aereo, che raddoppierà entro il 2020.&lt;br /&gt;"Siamo delusi dal risultato delle trattative e pensiamo che l'Icao abbia abdicato alla sua leadership nella lotta al cambiamento climatico, un fatto che ci preoccupa molto", ha commentato il portoghese Luis Fonseca de Almeida, rappresentate dell'Unione nei negoziati di Montreal. In effetti nella risoluzione finale adottata nella città canadese dei target obbligatori al taglio delle emissioni si parla solo come "possibile aspirazione".&lt;br /&gt;Ma non finisce qui: il testo, secondo alcuni osservatori adottato grazie alla "manipolazione" dei falchi sulle altre delegazioni, indica che l'Europa potrà imporre i tetti alle emissioni solo in presenza di accordi bilaterali con i paesi delle compagnie aeree.&lt;br /&gt;Insomma, una bocciatura a tutto tondo che Bruxelles e i suoi alleati, quanto mai compattati dalla testardaggine degli interlocutori, hanno rifiutato con una riserva formale. Tradotto in parole povere: nel 2012 l'Europa imporrà unilateralmente il taglio delle emissioni anche alle compagnie straniere, che dovranno adeguarsi se vorranno continuare volare sui nostri cieli. Chi non sarà d'accordo, è la convinzione dei legali della Commissione Ue, non avrà alcuna possibilità di vincere un eventuale ricorso in tribunale.&lt;br /&gt;Intanto a Bruxelles già nei prossimi mesi ci si preparerà allo scontro, con il testo del piano sull'aviazione che andrà all'esame dell'Europarlamento e dei governi con l'obiettivo di essere approvato nel 2008.&lt;br /&gt;E anche se la sua applicazione potrebbe costare alle tasche dei passeggeri fino a 40 euro a biglietto (cifra massima per le tratte più lunghe), non ci si aspetta un calo dei passeggeri o un danno rilevante al turismo continentale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-3054435616083508035?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3054435616083508035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=3054435616083508035&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/3054435616083508035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/3054435616083508035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/10/ue-stop-agli-aerei-che-inquinano.html' title='UE: STOP AGLI AEREI CHE INQUINANO'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-4561916484484529142</id><published>2007-09-29T04:33:00.000-07:00</published><updated>2007-09-29T05:09:21.098-07:00</updated><title type='text'>BIRMANIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Birmania (dal 18 giugno 1989 ufficialmente Myanmar, in inglese Burma), è uno Stato dell'Asia sudorientale. Occupa parte della costa occidentale della penisola indocinese, è affacciato sul Golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina da ovest a est con Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia. Attualmente, dopo il colpo di stato del 1988, è sotto il regime militare di Than Shwe. La Birmania è uno dei cosiddetti paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione di circa 51 milioni di abitanti, ma l'ultimo censimento affidabile fu svolto nel 1984. Il 27 marzo 2006, la giunta militare ha spostato la capitale da Yangon a Pyinmana, che è stata ufficialmente rinominata "Naypyidaw", cioè "sede dei re".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GEOGRAFIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La Birmania confina a ovest con Bangladesh e India, a nord-est &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/76/Myanmar.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 275px; height: 597px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/76/Myanmar.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;con la Cina e a Est con la Thailandia e con il Laos. È grande 678.500 kmq ed è lo stato più grande dell'Indocina peninsulare, ma non di quella regionale (titolo che spetta all'Indonesia). È grande il doppio dell'Italia, poco più grande dell'Afghanistan e poco meno dello Zambia. È attraversata dal tropico del Cancro.&lt;br /&gt;Il territorio può essere diviso in cinque parti dal punti di vista fisico: le montagne del nord, quelle dell'ovest, l'altopiano dell'est, il bacino centrale e la zona costiera. Al nord le vette sono aspre ed elevate e si innestano direttamente nell'Himalaya, di cui costituiscono l'estremo contrafforte. Nella zona occidentale invece le catene sono meno elevate. A est si estende l'altopiano di Shan, arido e incolto nella sua parte settentrionale, ricco di foreste tropicali in quella meridionale. Verso ovest l'altopiano scende a strapiombo mentre verso Sud esso si prolunga in rilievi che formano la zona costiera del Tenasserim. La zona costiera procedendo da nord verso sud presenta coste alte e frastagliate, bagnate del golfo del Bengala; seguono il delta dell'Irrawaddy e le pianure costiere che si affacciano sul golfo di Martaban. Infine nella parte più meridionale le coste ridivengono alte e rocciose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ECONOMIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La sua moneta ufficiale è il Kyat (al 6 novembre 2006, 1 euro = 810,47 kyat). Raffigurato su tutti i tagli della cartamoneta il "Chinze", la statua tradizionale. Gli altri valori di cartamoneta sono 5, 10, 50, 100, 200, 500 e 1000 Kyats. La Birmania è una delle nazioni più povere al mondo, perché nella storia recente ci sono stati ristagno economico, cattiva gestione e isolamento. Il prodotto interno lordo della Birmania cresce annualmente soltanto del 2.9% (il ritmo più basso della regione). Dal 1948, dopo l'instaurazione del primo governo militare, il Primo Ministro U Nu tentò di fare della Birmania uno stato abbastanza ricco. Il colpo di stato nel 1962 fu seguito da uno schema economico socialista, un programma per far controllare allo stato tutte le aziende, con l'eccezione di quelle agricole. Nel 1989, il governo birmano ha cominciato a decentralizzare il controllo economico. Da allora si è iniziato a liberalizzare determinati settori dell'economia. Le industrie lucrative delle gemme, la lavorazione dell'olio e la silvicoltura rimangono ancora severamente regolate. Recentemente sono state sfruttate dalle società straniere che si sono associati con il governo per accedere alle risorse naturali del Myanmar. Sotto la gestione britannica, la Birmania era una delle colonie più ricche. Era il più grande esportatore del mondo di riso e di olio fornito con il Burman Oil Company. Produceva il 75% del teck nel mondo ed il paese si credeva sulla via veloce per lo sviluppo. Oggi, la Birmania ha delle infrastrutture insufficienti. Le merci viaggiano soprattutto attraverso il confine birmano-thailandese, da dove la maggior parte delle droghe illegali sono esportate. Un'importante "autostrada" è il fiume Irrawaddy. Le ferrovie sono vecchie e rudimentali, con poche riparazioni dalla loro costruzione, nel XIX secolo. Le strade principali non sono normalmente asfaltate, tranne nelle città principali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;POLITICA INTERNA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'Unione di Myanmar è governata da un regime militare. Eletta nel 1990, l'Assemblea Popolare formò la Coalizione Nazionale per l'Amministrazione dell'Unione di Birmania (NCGUB), che ora è in esilio e opera per la democrazia nello stato comandato da Sein Win, un cugino di Aung San Suu Kyi. Comunque, il NCGUB ha pochissimi poteri ed è bandito in Birmania. L'attuale capo di stato, il generale Than Shwe, che detiene il titolo di capo del concilio statale della pace, ha tutti i poteri, incluso quello di poter rimuovere ministeri e i loro membri, prende le maggiori decisioni nel piano delle politiche estere. Khin Nyunt era il primo ministro fino al 19 ottobre 2004, rimpiazzato dal Generale Soe Win, che tagliò molti poteri a Than Shwe. La maggior parte dei ministeri sono capeggiati da ufficiali dell'esercito, con le eccezioni del Ministero della Sanità, del Ministero dell'Educazione e del Ministero del Lavoro, che sono in mano a civili. I partiti politici importanti in Birmania sono la Lega Nazionale per la Democrazia e la Lega Democratica Shan, anche se le loro attività sono regolate dal regime. Esistono molti altri partiti, rappresentanti spesso gli interessi delle minoranze etniche. C'è poca tolleranza per l' opposizione politica e molti partiti sono stati proscritti. Il partito nazionale dell'unità rappresenta i militari ed è sostenuto da un'organizzazione totalitaria chiamata l'Associazione di Solidarietà e dello Sviluppo del Sindacato. Secondo parecchie organizzazioni, compreso Amnesty International, il regime ha poca considerazione dei diritti dell'uomo. Non c'è ordinamento giudiziario&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/Rv4_looZuyI/AAAAAAAAAkU/1S9YWEwyfAc/s1600-h/800px-Flag_of_Myanmar.svg.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/Rv4_looZuyI/AAAAAAAAAkU/1S9YWEwyfAc/s320/800px-Flag_of_Myanmar.svg.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5115596142534048546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; indipendente in Myanmar e l'opposizione politica al governo militare non è tollerata. Nel 1989, l'esercito birmano represse violentemente le proteste contro la cattiva gestione economica e l'oppressione politica. L'episodio più cruento avvenne l'8 agosto 1988, quando i militari aprirono il fuoco contro rivoltosi in quella che è conosciuta come rivolta 88. Nonostante gli insuccessi delle rivolte, le proteste del 1988 hanno aperto la strada per le elezioni dell'Assemblea della gente, nel 1990. I risultati dell'elezione successivamente sono stati invalidati dal regime. La lega nazionale per la democrazia, condotta da Aung San Suu Kyi, ha vinto più del 60% dei voti e più del 80% delle sedi parlamentari nell'elezione nel 1990, tenuta per la prima volta dopo 30 anni. Aung San Suu Kyi ha guadagnato l'elogio internazionale come attivista per il ritorno del governo democratico in Birmania, vincendo il premio nobel per la pace nel 1991. È stata condannata agli arresti domiciliari. La situazione della Birmania è stata riferita a il Consiglio di sicurezza dell'ONU per la prima volta nel dicembre 2005 per una consultazione informale. L'ASEAN inoltre ha dichiarato la relativa frustrazione con il governo della Birmania. Ha formato il Comitato Inter-Parlamentare per richiamare la mancanza di democrazia in Birmania. Un cambiamento radicale nella situazione politica del paese rimane improbabile, a causa del sostegno garantito da vicini influenti, in particolare della Cina. Tuttavia si stanno facendo progressi per democraticizzare il paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;POLITICA ESTERA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I rapporti esteri della Birmania sono abbastanza difficili. Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a causa del severo e illiberale modo di governare del regime militare instaurato nel 1988. Molte penalizzazioni economiche sono state causate dalle repressioni delle proteste nello stesso anno, dalle instabilità etniche che portano a conflitti fra il governo e i Karen e gli Shan e dalla quasi totale mancanza di democrazia. L'Unione Europea ha tagliato i commerci con lo stato e ha tolto qualsiasi aiuto economico, tranne quello umanitario. Le sanzioni europee e statunitensi contro il regime militare e le pressioni dei democratici Birmani, hanno costretto molte aziende occidentali a lasciare la Birmania. Le società asiatiche, comunque, hanno deciso di continuare ad investire lì e ad aprire nuove aziende, soprattutto basate sull'estrazione di gas naturale. L'ASEAN non difenderà la Birmania in nessuna conferenza internazionale conseguente un rifiuto del regime militare di restaurare la democrazia. Nell'aprile 2007 il ministro degli esteri malese Ahmad Shabery Cheek disse che né il suo stato, né tantomeno l'ASEAN avrebbero aiutato il paese e affermò: «Adesso la Birmania deve difendersi da solo se verrà coinvolta in una discussione in qualsiasi conferenza mondiale». Stava rispondendo al capo dell'opposizione Lim Kit Siang. Lim aveva detto che la Malesia dovrebbe giocare un ruolo produttivo nelle iniziative regionali finalizzate a portare un cambiamento in Birmania e far notare la situazione dello stato al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-4561916484484529142?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/4561916484484529142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=4561916484484529142&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/4561916484484529142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/4561916484484529142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/birmania.html' title='BIRMANIA'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/Rv4_looZuyI/AAAAAAAAAkU/1S9YWEwyfAc/s72-c/800px-Flag_of_Myanmar.svg.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-2908386924151352974</id><published>2007-09-24T09:18:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T08:43:29.115-07:00</updated><title type='text'>LO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI DALLO SPAZIO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;The area covered by sea ice in the Arctic has shrunk to its lowest level this week since satellite measurements began nearly 30 years ago, opening up the Northwest Passage – a long-sought short cut between Europe and Asia that has been historically impassable.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In the mosaic image above, created from nearly 200 images acquired in early September 2007 by the Advanced Synthetic Aperture Radar (ASAR) instrument aboard ESA’s Envisat satellite, the dark gray colour represents the ice-free areas while green represents areas with sea ice. Leif Toudal Pedersen from the Danish National Space Centre said: "We have seen the ice-covered area drop to just around 3 million sq km which is about 1 million sq km less than the previous minima of 2005 and 2006. There has been a reduction of the ice cover over the last 10 years of about 100 000 sq km per year on average, so a drop of 1 million sq km in just one year is extreme.&lt;br /&gt;"The strong reduction in just one year certainly raises flags that the ice (in summer) may disappear much sooner than expected and that we urgently need to understand better the processes involved." Arctic sea ice naturally extends its surface coverage each northern winter and recedes each northern summer, but the rate of overall loss since 1978 when satellite records began has accelerated. The most direct route of the Northwest Passage (highlighted in the top mosaic by an orange line) across northern Canada is shown fully navigable, while the Northeast Passage (blue line) along the Siberian coast remains only partially blocked. To date, the Northwest Passage has been predicted to remain closed even during reduced ice cover by multi-year ice pack – sea ice that survives one or more summers. However, according to Pedersen, this year’s extreme event has shown the passage may well open sooner than expected. The previous record low was in 2005 when the Arctic area covered by sea ice was just 4 million sq km. Even then, the most direct Northwest Passage did not fully open.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The Polar Regions are very sensitive indicators of climate change. The UN’s Intergovernmental Panel on Climate Change showed these regions are highly vulnerable to rising temperatures and predicted the Arctic would be virtually ice free by the summer of 2070. Still other scientists predict it could become ice free as early as 2040 due to rising temperatures and sea ice decline. Because sea ice has a bright surface, the majority of solar energy that hits it is reflected back into space. When sea ice melts, the dark-coloured ocean surface is exposed. Solar energy is then absorbed rather than reflected, so the oceans get warmer and temperatures rise, making it difficult for new ice to form.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The Arctic is one of Earth’s most inaccessible areas, so obtaining measurements of sea ice was difficult before the advent of satellites. For more than 20 years, ESA has been providing satellite data to the cryosphere communities. Currently, ESA is contributing to the International Polar Year (IPY) – a large worldwide science programme focused on the Arctic and Antarctic. Since 2006, ESA has supported Polar View, a satellite remote-sensing programme funded through the Earthwatch GMES Service Element (GSE) that focuses on the Arctic and the Antarctic. In 2009, ESA will make another significant contribution to cryosphere research with the launch of CryoSat-2. The observations made over the three-year lifetime of the mission will provide conclusive evidence on the rates at which ice cover is diminishing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Le immagini cui fa riferimento l'articolo si trovano a lato]&lt;br /&gt;[! Questo articolo è presente solo in lingua inglese]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-2908386924151352974?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2908386924151352974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=2908386924151352974&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/2908386924151352974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/2908386924151352974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/lo-scioglimento-dei-ghiacci-dallo.html' title='LO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI DALLO SPAZIO'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-4220671620921825267</id><published>2007-09-24T08:14:00.001-07:00</published><updated>2007-09-24T08:16:54.909-07:00</updated><title type='text'>IL PARCO NATURALE DELLA CAMARGUE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Camargue è la zona umida a sud di Arles, in Francia, fra il Mar Mediterraneo e i due bracci del delta del Rodano. Il braccio orientale si chiama Grand Rhône; quello occidentale Petit Rhône. L'amministrazione del territorio è del dipartimento delle Bocche del Rodano, che prende nome proprio da questa zona. Un'estensione dell'area, la Petite Camargue (piccola Camargue), subito ad ovest del Petit Rhône, si trova nel dipartimento del Gard.&lt;br /&gt;Con un'area di oltre 930 km² la Camargue è il più grande delta fluviale dell'Europa occidentale (tecnicamente è però un'isola, essendo completamente circondata dalle acque). Essa è una vasta pianura comprendente vaste lagune (étangs) di acqua salata divisi dal mare da banchi di sabbia e circondati da paludi coperte da canneti, a loro volta attorniati da grandi aree coltivate. Approssimativamente un terzo della Camargue è formato da laghi o paludi. L'area centrale intorno alla costa dell'Étang de Vaccarès è protetto come parco regionale dal 1927, in testimonianza del suo essere un paradiso per uccelli selvatici. Il Parco Regionale della Camargue fu poi creato nel 1970.&lt;br /&gt;La Camargue è la dimora&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.parks.it/riserva.foce.isonzo/foto/Camargue.giocano-800.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.parks.it/riserva.foce.isonzo/foto/Camargue.giocano-800.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; di più di 400 specie di uccelli, con gli stagni di acqua salata che forniscono uno dei pochi habitat europei per il fenicottero rosa. Gli stagni sono poi favorevoli anche alla vita di insetti, fra cui alcune delle più feroci zanzare di tutta la Francia. La flora della Camargue è adattata a coesistere con condizioni di acqua salata; fioriscono quindi la lavanda di mare e la salicornia oltre alle tamerici ed i canneti. Ufficialmente istituito come parco nazionale e riserva naturale nel 1972, il Parco regionale della Camargue copre 820 km². Qui si possono trovare alcuni degli animali selvatici maggiormente protetti di tutta l'Europa. Esiste anche un museo che aiuta a comprendere flora, fauna e storia dell'area.Gli uomini hanno vissuto per secoli nella Camargue, influenzandola notevolmente con bonifiche, argini, risaie e saline. Gran parte della Camargue esterna è stata drenata per fini agricoli. La Camargue ha la sua omonima razza di cavalli, il famoso Camarguais bianco cavalcato dai gardiens che allevano tori da combattimento da esportazione verso la Spagna, così come le pecore. Ci sono alcune città di varia grandezza nella Camargue. La sua "capitale" è Arles, che si trova all'estremo nord del delta, all'altezza della biforcazione principale del Rodano.&lt;br /&gt;Le sole altre città notevoli sono Saintes-Maries-de-la-Mer, a circa 45 km a sud-ovest, che è meta dei pellegrinaggi annuali del Popolo Rom in venerazione di Santa Sara, e la città-fortezza medievale di Aigues-Mortes sul bordo occidentale della zona, nella Petite Camargue. I confini della Camargue sono costantemente modificati dal Rodano che trasporta a valle enormi quantitativi di melma - circa 20 milioni di m³ l'anno. Alcuni étangs sono proprio ciò che rimane di antichi bracci del fiume. La tendenza generale è l'estensione della terra emersa all'interno del Mar Mediterraneo.&lt;br /&gt;Così Aigues-Mortes per esempio – sulla costa quando fu costruita – è ora circa a 5 km all'interno. Il passo del cambiamento si è modificato negli ultimi tempi a causa di barriere artificiali, come dighe sul Rodano e marine, che tuttavia non impediscono il verificarsi delle alluvioni che rimangono un problema che caratterizza la regione.La leggenda vuole che le donne seguaci di Gesù di Nazaret, Maria Maddalena, Maria di Betania e sua sorella Marta e la Madonna, Maria sua madre, approdassero su questi lidi dopo le prime persecuzioni in patria, e qui portassero il credo cristiano.&lt;br /&gt;Accadde, questo, nel 48, a Saintes-Maries-de-la-Mer. La leggenda vuole anche che le paludi della Camargue fossero abitate da un terribile mostro, la tarasque che passava il tempo a terrorizzare la popolazione. Santa Marta, con la sola preghiera, lo fece rimpicciolire in dimensioni, così tanto da renderlo innocuo, e lo condusse nella città di Tarascon. Qui però i cittadini terrorizzati uccisero la creatura.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-4220671620921825267?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/4220671620921825267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=4220671620921825267&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/4220671620921825267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/4220671620921825267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/il-parco-naturale-della-camargue.html' title='IL PARCO NATURALE DELLA CAMARGUE'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-8189319932802360932</id><published>2007-09-24T08:13:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T08:14:07.417-07:00</updated><title type='text'>LA GRANDE MELA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;New York (in italiano talvolta Nuova York) è la città più popolosa degli Stati Uniti d'America e si trova nell'omonimo stato, che ha per capitale Albany.&lt;br /&gt;Vi si trova il Palazzo di Vetro, sede centrale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RoU8nCB7bRI/AAAAAAAAALQ/TBAnhpkrmHs/s1600-h/New+York.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5081534395814997266" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RoU8nCB7bRI/AAAAAAAAALQ/TBAnhpkrmHs/s320/New+York.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'Ombelico del mondo, la Grande mela (the Big Apple), Gotham City, la città che non dorme mai (The city that never sleeps), la capitale del mondo (per via della borsa di Wall Street) come è stata via via soprannominata, è certamente una fra le città più importanti ed uno fra i maggiori centri finanziari del mondo.&lt;br /&gt;Come polo culturale fra i più conosciuti del mondo occidentale è meta di un flusso turistico che probabilmente non ha eguali. L'essere poi sede delle Nazioni Unite, conferisce credibilità all'affermazione dei suoi abitanti secondo cui è, a tutti gli effetti, la capitale del mondo.&lt;br /&gt;New York conta oltre 8 milioni di abitanti, che originariamente erano detti "Knickerbockers", distribuiti su un'area di 786 km² divisa amministrativamente nei 5 "distretti" o "circoscrizioni" (boroughs) di Manhattan, Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island, che a loro volta sono divisi in decine di quartieri (neighborhoods).&lt;br /&gt;Un "sesto distretto" (non ufficiale) è di fatto costituito da un continuum di città dello stato del New Jersey (tra cui Jersey City, Weehawken, Hoboken), che essendo disposte sulla riva occidentale del fiume Hudson, si affacciano direttamente sull'isola di Manhattan, estesa sulla riva orientale. Considerando questo "distretto" aggiuntivo, che non può essere incluso amministrativamente nella città poiché appartenente a un altro stato, la popolazione risulta essere di quasi 10 milioni di abitanti.&lt;br /&gt;L'intera area metropolitana si estende su tre stati (New York, New Jersey e Connecticut) e conta circa 21 milioni di abitanti, risultando così ancora oggi una delle più popolate al mondo.&lt;br /&gt;Ferita al cuore dall'attentato terroristico dell'11 settembre 2001, che ha distrutto uno dei suoi simboli, le Torri Gemelle, la metropoli ha mostrato una grande forza di reazione: la zona colpita, celebre in tutto il mondo come Ground Zero sarà riedificata nel giro di alcuni anni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;STORIA DELLA CITTA'&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;New York fu fondata nel 1625 dagli olandesi, col nome di Nieuw Amsterdam; il primo insediamento si trovava sulla punta sud dell'isola di Manhattan. Nel 1664 questo insediamento fu conquistato dagli inglesi, che ne cambiarono il nome in New York (sullo stemma risulta ancora il nome in latino: Novum Eboracum).&lt;br /&gt;New York fu occupata dagli inglesi per quasi tutta la durata della guerra d'indipendenza e la città costituì il più importante punto d'appoggio britannico durante la guerra.&lt;br /&gt;All'inizio del XIX secolo l'importanza del porto di New York fu notevolmente accresciuta dall'apertura del Canale Erie, che collegava la valle dell'Hudson con il Lago Erie, e quindi metteva in comunicazione tutta la regione dei Grandi Laghi con la costa atlantica. Grazie a questo canale, New York divenne il principale punto di approdo delle merci e degli immigranti provenienti dall'Europa. Molti dei nuovi arrivati si stabilirono in città, e l&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RoU84SB7bSI/AAAAAAAAALY/kMNzfB1a8sA/s1600-h/New+York+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5081534692167740706" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RoU84SB7bSI/AAAAAAAAALY/kMNzfB1a8sA/s320/New+York+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a popolazione di New York crebbe vertiginosamente.&lt;br /&gt;Tra il 1874 ed il 1898 i confini di New York City (che fino ad allora comprendeva solo Manhattan) furono notevolmente ampliati, prima con l'aggiunta del Bronx (parte nel 1874 e parte nel 1895) e poi con quella degli altri tre distretti (1898). L'apertura del ponte di Brooklyn (1883) aveva materialmente già unito New York City alla città di Brooklyn, che era allora la terza degli Stati Uniti (dopo la stessa New York e Chicago). Un sentimento di "autonomia" sopravvisse nel distretto di Brooklyn per decenni: fino al 1920 la sua metropolitana rimase separata da quella principale di Manhattan, Bronx e Queens, e ancora oggi qualche abitante definisce Brooklyn "la quarta città d'America" (non più la terza, poiché ora sopravanzata anche da Los Angeles).&lt;br /&gt;Per via degli elevatissimi prezzi dei terreni sull'isola di Manhattan, tra gli anni '10 e gli anni '30 si cominciarono a costruire edifici sempre più alti, i cosiddetti grattacieli, che costituiscono una delle caratteristiche più famose della città. Il più famoso di questi è sicuramente l'Empire State Building, costruito nel 1931, e che fino al 1973 fu il più alto del mondo, quando fu superato dalle famose torri gemelle del World Trade Center: queste sono tragicamente note per un altro episodio fondamentale della storia di New York, gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, che hanno portato al loro crollo ed alla morte di circa 3000 persone.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;ORGANIZZAZIONE POLITICA&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La città viene amministrata secondo uno statuto stabilito dall'assemblea legislativa dello Stato di New York. Per quanto soggetta allo stato, la città gode di un elevato grado di autonomia legislativa ed esecutiva. Come in gran parte degli Stati Uniti, il governo cittadino si articola in un ramo esecutivo, uno legislativo ed uno giudiziario.&lt;br /&gt;Il potere esecutivo è affidato al sindaco, che viene scelto tramite un voto popolare diretto. Il sindaco attuale è Michael Bloomberg, un ex democratico eletto per i Repubblicani, la prima volta nel 2001 e poi nel 2005, con il 59% dei voti. Durante il primo mandato Bloomberg ha preso il controllo del sistema educativo cittadino dallo Stato, ha condotto un'aggressiva politica di sanità pubblica, soprattutto ha contribuito a far ripartire l'economia cittadina dopo l'11 settembre. Le priorità principali del suo secondo mandato sono la politica restrittiva sulle armi da fuoco e la riforma scolastica.&lt;br /&gt;Il potere legislativo è esercitato da un Consiglio cittadino di 51 membri, ciascuno dei quali rappresenta un distretto elettorale di circa 160.000 persone. Sia il sindaco che il consiglio restano in carica 4 anni: le ultime elezioni si sono tenute, lo si è visto, nel 2005.&lt;br /&gt;Dal punto di vista giudiziario, poiché New York si estende su 5 diverse contee (corrispondenti alle 5 circoscrizioni o boroughs), essa è leggermente anomala rispetto al resto degli Stati Uniti: la giustizia penale, infatti, viene esercitata dalle Corti delle singole contee, mentre la giustizia civile viene esercitata da un'unica Corte; inoltre alcuni giudici vengono nominati dal sindaco per periodi di 10 anni, anziché essere eletti.&lt;br /&gt;I dipartimenti più noti dell'amministrazione cittadina sono quello della polizia e i vigili del fuoco.&lt;br /&gt;La città è tradizionalmente controllata dal Partito Democratico. I Democratici controllano la maggioranza degli uffici elettivi e l'87% degli elettori si registrano come Democratici. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La New York City Hall è la sede del governo cittadino e luogo di riunione del Consiglio. L'ufficio del sindaco si trova, assieme a circa altre tredici agenzie comunali, nel vicino Manhattan Municipal Building, uno degli edifici amministrativi più grandi del mondo. Praticamente tutti coloro che rivestono cariche nello Stato di New York, compreso il Governatore e il Procuratore Generale, hanno uffici a Manhattan e lo stesso si può dire per entrambi i senatori degli Stati Uniti eletti nello Stato. Essendo sede delle Nazioni Unite, New York ospita anche il corpo consolare più ampio tra tutte le città del pianeta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-8189319932802360932?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8189319932802360932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=8189319932802360932&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/8189319932802360932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/8189319932802360932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/la-grande-mela.html' title='LA GRANDE MELA'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RoU8nCB7bRI/AAAAAAAAALQ/TBAnhpkrmHs/s72-c/New+York.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-2816405750152644523</id><published>2007-09-24T08:12:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T08:28:24.284-07:00</updated><title type='text'>SALVARE LA TERRA SI PUO': IL PROTOCOLLO DI KIOTO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;L'inquinamento dell'atmosfera impedisce al calore accumulato sulla Terra di disperdersi nello spazio: questi i risultati dello studio pubblicato sulla rivista Science, che confermano ancora una volta il riscaldamento del pianeta. Scienziati della NASA, della Columbia University e del Lawrence Berkeley National Laboratory, tramite studi sugli oceani, sono giunti alla conclusione che la Terra assorbe dal Sole molta più energia di quella che rilascia. Uno sbilancio energetico misurato in 0,85 watt per metro quadrato, che porterà entro la fine del secolo a un&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgbUfvmM8nI/AAAAAAAAAC0/jYhW3VuSO0w/s1600-h/20055916750_5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045954074332951154" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgbUfvmM8nI/AAAAAAAAAC0/jYhW3VuSO0w/s200/20055916750_5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; ulteriore aumento della temperatura. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;UN FENOMENO NATURALE&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il cosiddetto effetto serra è un fenomeno naturale, sempre esistito: senza i gas presenti in atmosfera, che trattengono calore, la temperatura media sulla Terra scenderebbe a -18 °C. Con la rivoluzione industriale però, più di cento anni fa, delicati equilibri sono stati alterati: i consumi di idrocarburi sono aumentati enormemente e, con essi, le quantità di gas serra immessi in atmosfera che hanno iniziato a intrappolare eccessive quantità di calore. Il conseguente surriscaldamento ha determinato effetti negativi a catena sull'ambiente. Nell'ultimo secolo la temperatura è aumentata tra 0,6 e 1 °C (valore variabile a seconda della ricerca considerata). Il livello medio dei mari è cresciuto tra i 10 e i 25 centimetri, i ghiacciai si stanno sciogliendo, i deserti avanzano e si verificano più spesso fenomeni atmosferici estremi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SCIENZIATI RIUNITI&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le evidenze scientifiche dell'innalzamento della temperatura hanno portato nel 1988 a fondare l'IPCC (Intergovernmental Panel of Climate Change), ente scientifico delle Nazioni Unite: 2 mila scienziati provenienti da oltre 160 Stati, hanno avuto l'incarico di studiare il cambiamento climatico, le cause, i contributi delle attività umane e di trovare soluzioni per arrestare il fenomeno.Sulle direttive di questi studi fu redatto nel 1997, nella città giapponese di Kyoto, un accordo internazionale per regolare le emissioni in atmosfera dei principali gas responsabili dell'effetto serra. Per diventare vincolante, il protocollo di Kyoto doveva essere sottoscritto da Paesi industrializzati e la somma delle loro quote di emissione di gas climalteranti doveva superare il 55% delle emissioni totali del pianeta. Si è dovuto attendere fino a quest'anno: grazie alla sottoscrizione della Russia e alla somma della sua quota, pari al 17,4% si è superato il tetto prestabilito, raggiungendo in totale il 61,6%.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;PER SALVARE IL CLIMA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il protocollo di Kyoto è entrato in vigore il 16 febbraio scorso: 141 i Paesi firmatari, di cui 39 industrializzati.Ogni Stato aderente, nel periodo 2008-2012, dovrà diminuire di quote percentuali variabili, rispetto ai livelli del 1990, le emissioni in atmosfera di 6 gas responsabili dell'effetto serra. La riduzione media prevista per i paesi industrializzati è del 5,2%, passando dall'8% dell'Unione Europea, al 6% del Giappone. Gli Stati Uniti, che da soli producono il 23,5% dei gas serra mondiali, non hanno aderito: le restrizioni imposte, una riduzione delle emissioni del 7%, avrebbero danneggiato eccessivamente la loro economia. Un cittadino americano immette ogni anno più di 20 tonnellate di anidride carbonica, contro le 7,18 tonnellate di un italiano e l'1,68 tonnellate di un nigeriano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PRENDERSI CURA DEL PIANETA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poiché molti dei danni in termini di emissioni sono causati dalla moderna catena di produzione industriale, c&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgbUz_mM8oI/AAAAAAAAAC8/dAMpNZqQ6xY/s1600-h/2005591688_5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045954422225302146" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgbUz_mM8oI/AAAAAAAAAC8/dAMpNZqQ6xY/s200/2005591688_5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ambiamenti sostanziali in questo ambito, porteranno anche a un cambio di mentalità. Può esistere uno sviluppo economico che non sfigura il Pianeta, compatibile con le esigenze dell'ambiente. Gli Stati aderenti si sono impegnati ad attuare politiche industriali e ambientali che, tramite il controllo e la diminuzione delle emissioni di gas inquinanti nell'atmosfera, porteranno a ridurre il riscaldamento del pianeta. Per ridurre le emissioni sarà necessaria una costosa riconversione e un ammodernamento delle tecnologie industriali che punterà soprattutto sul miglioramento dell'efficienza delle centrali elettriche, sullo sviluppo delle energie rinnovabili al posto degli idrocarburi che bruciando emettono anidride carbonica, sul risparmio energetico e sull'aumento delle superfici boschive, che assorbono anidride carbonica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;LA BORSA DEI FUMI&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Chi, entro il 2012, non avrà rispettato gli obiettivi di riduzione concordati, dovrà pagare multe salate, di 40 € per tonnellata di anidride carbonica.Per ovviare a questo inconveniente, sono state pensate anche vie di uscita, i cosiddetti “meccanismi flessibili”: tramite la borsa delle emissioni (Emissions trading), sarà possibile comperare quote dai Paesi aventi crediti di anidride carbonica, che cioè ne hanno prodotta meno di quella consentita. Una tonnellata di anidride carbonica costa 10-12 euro, ma si prevede che in futuro i prezzi saliranno.In alternativa, per ottenere “sconti” e rimanere così nei parametri stabiliti dal trattato, sarà possibile realizzare in altre nazioni opere migliorative in campo energetico e ambientale, per esempio tramite interventi di forestazione.Il ritardo dell'ItaliaDovrà probabilmente fare ampio ricorso ai meccanismi flessibili l'Italia, che dovrebbe diminuire la sua quota del 6,5%, ma che è in netto ritardo e che registra addirittura un aumento delle emissioni.Inoltre, è obbligo di ogni Stato predisporre, in base al censimento, un piano di emissioni, in cui indicare le strategie che si intendono seguire per tagliare i gas serra, suddivise nei differenti settori responsabili della loro produzione (centrali elettriche, industria, agricoltura, trasporti, abitazioni…). Le associazioni ambientaliste denunciano il ritardo dell'Italia anche in questa fase.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;SOLE, VENTO, ACQUA E TERRA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si è detto che per ridurre le emissioni si dovrà puntare anche sulle cosiddette energie rinnovabili, ovvero generate senza rilascio di anidride carbonica, illimitate e reperibili su tutta la superficie terrestre.Queste energie sono prodotte grazie al sole (solare termico per il riscaldamento dell'acqua e fotovoltaico per convertire in energia elettrica), al vento, all'acqua e alla Terra (biomasse, cioè residui agricoli, forestali e zootecnici, che possono essere utilizzati direttamente come combustibile o trasformati da impianti di conversione; geotermico, il calore estratto dal sottosuolo).La Germania, con il 40% degli impianti eolici al mondo, è la maggior produttrice di energia dal vento; nel fotovoltaico è seconda solo al Giappone. Già 250 mila nuovi posti di lavoro sono stati creati in Spagna, Danimarca e Germania grazie allo sviluppo del mercato delle fonti rinnovabili. Secondo Greenpeace, oggi in Italia le energie rinnovabili coprono il 2,5% della produzione energetica totale. Una direttiva europea dell'ottobre 2001 (2001/77/CE) fissa per ogni Stato la quota di consumi energetici che nel 2010 dovrà essere soddisfatta tramite le energie rinnovabili: il 25% per l'Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;SOLO IL PRIMO PASSO&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo molti ricercatori, i traguardi prefissati dal protocollo di Kyoto, anche se saranno rispettati, non sono sufficienti per risolvere i problemi climatici derivanti dal riscaldamento della Terra.Gli stessi scienziati dell'IPCC ritengono che, per stabilizzare le concentrazioni dei gas serra ai livelli attuali, occorrerebbe ridurre le emissioni addirittura del 60-80%. I ricerca&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgbVC_mM8pI/AAAAAAAAADE/XW1fuLziQtQ/s1600-h/20055916820_5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045954679923339922" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgbVC_mM8pI/AAAAAAAAADE/XW1fuLziQtQ/s200/20055916820_5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;tori avvisano inoltre che non possiamo attenderci “miracoli”: l'effetto serra continuerà a farsi sentire anche una volta diminuite le emissioni, poiché la permanenza dell'anidride carbonica in atmosfera varia tra 120-200 anni. Ci vorrà perciò tempo prima che le condizioni climatiche tornino alla normalità.Le critiche al protocollo riguardano anche l'esenzione da obblighi di riduzione di Paesi non industrializzati: alcuni, come Cina, India e Brasile, hanno una crescita talmente veloce, che nel giro di qualche decennio potranno diventare i principali inquinatori. L'entrata in vigore del protocollo di Kyoto è comunque una tappa importante, perché segna una presa di coscienza della situazione e un primo movimento nella giusta direzione.La prima fase del protocollo, che terminerà nel 2012, sarà seguita da una seconda, i cui dettagli sono ancora in fase di discussione. Dovrebbe coinvolgere tutti i Paesi del mondo, e prevedere una riduzione delle emissioni rispetto ai livelli attuali di circa il 60%.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-2816405750152644523?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2816405750152644523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=2816405750152644523&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/2816405750152644523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/2816405750152644523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/salvare-la-terra-si-puo-il-protocollo.html' title='SALVARE LA TERRA SI PUO&apos;: IL PROTOCOLLO DI KIOTO'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgbUfvmM8nI/AAAAAAAAAC0/jYhW3VuSO0w/s72-c/20055916750_5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-3153504510670058588</id><published>2007-09-24T08:11:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T08:12:55.977-07:00</updated><title type='text'>IL GOLDEN GATE BRIDGE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il Golden Gate Bridge è un ponte sospeso che sovrasta il Golden Gate, lo stretto che collega l'Oceano Pacifico con la Baia di San Francisco. Collega San Francisco, &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/Rk8yxSXSXWI/AAAAAAAAAH4/dUIXgSR8CqE/s1600-h/800px-Golden_Gate.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5066323928139586914" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/Rk8yxSXSXWI/AAAAAAAAAH4/dUIXgSR8CqE/s320/800px-Golden_Gate.jpg" border="0" height="184" width="283" /&gt;&lt;/a&gt;sulla punta settentrionale dell'omonima penisola, con la parte meridionale della Marin County. Nella contea di Marin, la città più vicina al ponte è il piccolo centro costiero di Sausalito.&lt;br /&gt;Tutto il tratto occupato dal ponte, includendo anche il tratto per salire e scendere dal ponte, è lungo 2,71 km; la distanza tra le torri ("campata principale") è 1.282 m, e lo spazio disponibile sotto il ponte è di 67 m con condizioni medie di alta marea. L'altezza delle due torri è 230 m sopra il livello dell'acqua. Il diametro dei cavi della sospensione principale è 91,34 cm.&lt;br /&gt;Quando è stato costruito nel 1937, Il Golden Gate Bridge è diventato il più grande ponte a sospensione del globo dell'epoca ed è diventato il simbolo, internazionalmente riconosciuto, di San Francisco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;STORIA DEL PONTE&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'idea di un ponte che collegasse San Francisco e la Marin county fu proposta dall'ingegnere James Wilkins in un articolo in cui ne sosteneva l'utilità per rendere più sicura e veloce la traversata dello stretto, fino ad allora fatta con i ferry. Il ponte guadagnò il suo nome nel 1917, quando fu così nominato dall'ingegnere urbanistico della città di San Francisco M. H. O'Shaughnessy.&lt;br /&gt;Il ponte fu dovuto all'ingegno di Joseph Strauss, un ingegnere responsabile di oltre 400 ponti mobili, ma tutti molto più piccoli e situati più nell'entroterra rispetto al nuovo progetto. Iniziò nel 1927 coi primi disegni che erano ben lontani dall'essere approvati, e spese oltre un decennio alla ricerca di sostenitori. Il progetto iniziale di Strauss comprendeva una trave a mensola massiccia su ogni lato, connesse da un segmento centrale sospeso.&lt;br /&gt;Altre figure chiave nella nascita dell'opera furono l'architetto Irving Morrow, responsabile per le decorazioni e la scelta del colore, l'ingegner Charles Alton Ellis ed il progettista di ponti Leon Moisseiff, che collaborarono alla risoluzione dei problemi matematici.&lt;br /&gt;Nel maggio del 1924 una petizione fu presentata al Colonnello Herbert Deakyne che, in nome del Segretario alla guerra approvò la cessione dell'uso dei terreni necessari alla costruzione delle strutture del ponte.&lt;br /&gt;Il Golden Gate Bridge and Highway District fu incorporato nel 1928 come entità incaricata ufficialmente della progettazione della costruzione e del finanziamento del ponte. Nel Distretto erano incluse non solo la Città e Contea di San Francisco e la Marin County, nei cui territori vi erano i due imbocchi del ponte, ma anche le contee di Napa, Sonoma, Mendocino e Del Norte. Rappresentanti di ognuna delle contee sedevano nel consiglio di amministrazione del District, i cui elettori, nel 1930, approvarono il finanziamento del progetto grazie ad un programma speciale di obbligazioni che poneva le loro case, le loro fattorie e le loro attività commerciali a garanzia. Questo programma di obbligazioni garantì i primi 35 milioni di dollari.&lt;br /&gt;La costruzione iniziò il 5 gennaio 1933.&lt;br /&gt;L'ultima delle obbligazioni fu rimborsata nel 1971 ed il bilancio finale vide la restituzione del capitale iniziale di 35 milioni più circa 39 milioni di dollari di interessi interamente recuperati grazie ai pedaggi.&lt;br /&gt;Il ponte fu completato nell'aprile del 1937 e fu aperto ai pedoni il 27 maggio dello stesso anno. Il giorno seguente, a mezzogiorno, il presidente Roosevelt, da Washington diede il via ufficiale al traffico di veicoli attraverso il ponte, premendo un pulsante.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la sicurezza delle persone che lavoravano alla costruzione, particolare ed efficace fu la rete di protezione tesa nella parte inferiore del ponte, che ridusse significativamente il numero di morti per caduta rispetto a quelli attesi per un simile progetto. 11 uomini morirono cadendo, mentre altri 19 furono salvati dalla rete. Degli 11, ben 10 morirono quando il ponte era vicino al completamento, a causa del cedimento della rete di protezione sotto la caduta di un ponteggio. I 19 che sopravvissero grazie alla protezione, divennero quindi membri di un club particolare: l' Halfway to Hell Club (Il club a metà strada per l'inferno).&lt;br /&gt;Dal suo completamento il ponte è restato chiuso a causa del forte vento solo in tre occasioni: nel 1951, nel 1982 e nel 1983.&lt;br /&gt;Per commemorare Joseph Strauss, una sua statua è stata posta vicino al ponte nel 1955, per ricordare a tutti quanto fu importante il suo lavoro nella costruzione del Golden Gate Bridge.&lt;br /&gt;L'ampiezza della parte centrale del Golden Gate è stata la più lunga tra i ponti sospesi fino al 1964, quando il Ponte di Verrazano (Verrazano Narrows Bridge fu eretto per unire Staten Island con Brooklyn, due quartieri di New York City. Al momento della sua costruzione il Golden Gate possedeva inoltre le torri di sospensione più alte del mondo e detenne questo record fino in tempi recenti. Nel 1957, il Michigan's Mackinac Bridge superò in lunghezza tra gli ancoraggi il ponte di San Francisco, divenendo il ponte sospeso con la maggiore lunghezza totale. Attualmente il ponte sospeso più lungo del mondo si trova in Giappone ed è il Ponte di Akashi-Kaikyo.&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5066324112823180658" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 426px; height: 151px; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/Rk8y8CXSXXI/AAAAAAAAAIA/Jn2YS_GIP4E/s320/Golden_Gate_Bridge_2003.jpg" border="0" height="129" width="377" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-3153504510670058588?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3153504510670058588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=3153504510670058588&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/3153504510670058588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/3153504510670058588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/il-golden-gate-bridge.html' title='IL GOLDEN GATE BRIDGE'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/Rk8yxSXSXWI/AAAAAAAAAH4/dUIXgSR8CqE/s72-c/800px-Golden_Gate.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-5973772948028334735</id><published>2007-09-24T08:07:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T08:11:39.796-07:00</updated><title type='text'>ANTARTIDE, UN DESERTO FREDDO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;L'Antartide è un continente che circonda il Polo Sud della Terra, scoperto ufficialmente nel gennaio 1820, anche se ne viene rivendicata una prima scoperta da parte dello spagnolo Gabriel de Castilla nel gennaio 1603 durante una spedizione alla ricerca della Terra Australis Incognita. È il posto più freddo della Terra ed è quasi interamente coperto da ghiaccio, con le maggiori riserve di acqua dolce del pianeta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;ASPETTO GEOGRAFICO&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'Antartide è una delle otto ecozone o regioni biogeografiche della Terra.&lt;br /&gt;Con una superficie di 13 milioni di km², ai quali si aggiungono 1,5 milioni di km² di barriere è il quinto continente del mondo per estensione. È formato da due parti diseguali e separate dalla catena dei Monti Transantartici lunga quasi 3.200 km che attraversa il continente dal Mare di Weddell alla Barriera di &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RjTFSCzVAbI/AAAAAAAAAHg/PPuewuN0EyU/s1600-h/707px-Antarctica_satellite_globe.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5058885195224383922" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RjTFSCzVAbI/AAAAAAAAAHg/PPuewuN0EyU/s320/707px-Antarctica_satellite_globe.jpg" border="0" height="254" width="303" /&gt;&lt;/a&gt;Ross:&lt;br /&gt;Antartide orientale, un altopiano di circa 10 milioni km² (anticamente unito all'Australia)&lt;br /&gt;Antartide occidentale costituito dalla Penisola Antartica, che forma il prolungamento delle Ande.&lt;br /&gt;Lelevazione maggiore si ha in corrispondenza del Monte Vinson (5.140 m s.l.m. anche se a volte viene indicata un'altitudine di 4.897 m) situato nel massiccio Vinson, una propaggine dei monti Transantartici mentre la depressione maggiore è la fossa subglaciale di Bentley situata nella parte orientale del continente.&lt;br /&gt;La calotta glaciale, che ricopre l'Antartide nella sua quasi totalità (59.000 km²), supera a volte i 4.500 m di spessore, e con un volume di circa 30 milioni di km^3 costituisce il 90% della riserva di acqua dolce del globo. È stato calcolato che alcuni iceberg possono raggiungere e superare le dimensioni della Corsica. Il continente è circondato da un'ampia zona ghiacciata, la banchisa polare (pack), nella quale si sviluppa uno dei più interessanti ecosistemi del pianeta e che rappresenta la fonte di cibo per balene, pinguini, pesci, foche e molti uccelli.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;CLIMA, FLORA E FAUNA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tra le varie classificazioni proposte per il clima antartico la più valida resta quella elaborata da Paul C. Dalrymple nel 1966: essa, pur tralasciando la fascia costiera e la Penisola Antartica, suddivide l'interno del continente in quattro zone, sulla base di precisi parametri, che mettono in relazione le temperature medie ed estreme, la velocità media e la frequenza del vento, la misura delle precipitazioni annuali e l'intensità del windchill. Dalrymple, dunque, classifica:&lt;br /&gt;Area fredda di transizione (temperatura media annua da -25 °C a -40 °C)&lt;br /&gt;Area fredda catabatica (temperatura media annua da -30 °C a -40 °C)&lt;br /&gt;Area interiore fredda (temperatura media annua da -40 °C a -50 °C)&lt;br /&gt;Nucleo centrale freddo (temperatura media annua inferiore a -50 °C)&lt;br /&gt;Va detto che, per quanto riguarda l'aspetto termico, esiste una precisa correlazione fra la quota, la latitudine e la distanza dal mare (continentalità). Il Plateau Antartico è un tavolato di ghiaccio con spessori che, nella parte orientale, possono superare i 4.000 metri di quota, ed è qui che si realizzano le temperature più basse del mondo. Le osservazioni meteorologiche continuative sul Plateau Antartico sono iniziate con l'Anno geofisico internazionale, e sono oggi condotte attraverso due principali fonti di acquisizione dei dati: le basi permanenti, gestite da personale tecnico scientifico residente, e le Aws (Automatic Weather Stations), progettate dalla Wisconsin University e impiantate a partire dagli anni ottanta.&lt;br /&gt;Attualmente sono tre le basi permanenti del Plateau Antartico: Amundsen-Scott (americana), Vostok II (russa) e Concordia (italo francese). La prima, che sorge al Polo Sud geografico, secondo la classificazione di Dalrymple rientra nell'Area interiore fredda: la temperatura media annua (1957-2006) è di -49,5 °C. A Vostok, nel Nucleo centrale freddo, la media annua (1958-2006, con interruzioni) si colloca invece a -55,3 °C.&lt;br /&gt;Caratteristica del clima antartico è il cosiddetto Kernlose winter, un vistoso raffreddamento che si realizza con la scomparsa del sole sotto l'orizzonte e rimane pressoché costante per tutto l'arco del semestre: una dinamica che non ha riscontro nell'emisfero boreale, tranne forse in alcune delle aree più interne della Groenlandia. Perciò la classica suddivisione stagionale, pur mantenuta per omogeneità di confronti, nella realtà ha poco senso:&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RjTGHizVAcI/AAAAAAAAAHo/2roSMUvHkyI/s1600-h/800px-Ongal.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5058886114347385282" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 258px; height: 176px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RjTGHizVAcI/AAAAAAAAAHo/2roSMUvHkyI/s320/800px-Ongal.jpg" border="0" height="198" width="284" /&gt;&lt;/a&gt; nell'Area interiore fredda e nel Nucleo centrale freddo, che inglobano circa la metà della superficie continentale, si può parlare di un bimestre estivo (dicembre e gennaio), preceduto e seguito da due stagioni di transizione (seconda metà di ottobre e novembre, febbraio e prima metà di marzo), i restanti sette mesi (dalla metà di marzo a metà ottobre) sono quelli invernali.&lt;br /&gt;Durante l'estate la temperatura raramente supera i -20 °C. Il mese più caldo (dicembre) ad Amundsen-Scott fa registrare una media di -28,0 °C, a Vostok di -31,9 °C. Il crollo termico, che inizia con la discesa del sole sull'orizzonte, comporta che già ad aprile la media di Amundsen-Scott sia di -57,3 °C, quella di Vostok di -64,8 °C, a luglio la media di Amundsen-Scott è di -60,1 °C, ad agosto quella di Vostok di -68,0 °C. Ciò fa sì che, in qualsiasi periodo dell'inverno, si possano toccare i valori estremi: il record ad Amundsen-Scott si colloca a -82,8 °C (23 giugno 1982), a Vostok a -89,2 °C (21 luglio 1983); quest'ultima è la temperatura più bassa registrata sulla Terra.&lt;br /&gt;Altro elemento caratterizzante dell'Antartide è il vento: in particolare, le correnti catabatiche che, in estrema sintesi, si originano per via della densità dell'aria fredda che staziona sul Plateau Antartico, e che tende a 'scivolare' verso le coste. Studi iniziati fin dal primo Novecento hanno dimostrato che esistono vie preferenziali in cui si incanalano i venti catabatici, che possono superare i 300 km/h (il 16 maggio 2004 la base McMurdo è stata devastata dalla tempesta più intensa degli ultimi trent'anni, con raffiche fino a 188,4 mph). Proprio riguardo ai venti che battono i mari antartici il Sailing Direction for Antarctica della Marina degli Stati Uniti specifica che «hanno spesso l'intensità di un uragano, con raffiche che raggiungono a volte la velocità di 150-200 miglia all'ora. Non si conoscono altrove venti di tale violenza, salvo forse nei cicloni tropicali».&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le precipitazioni, la scarsa umidità sul continente le rende quasi assenti. Notevole è la differenza tra le isole antartiche e il plateau. Riguardo le prime si può portare come esempio il dato della base russa di Bellingshausen (King George Island) in cui, nel periodo 1969-2005, si va da un minimo annuale di 471,8 mm (2003) a un massimo di 991,6 mm (1998), a Vostok, invece, si passa da un massimo di 66,4 mm (1958), a un minimo di 0,2 mm (1982 e 1995).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La separazione delle acque antartiche da quelle degli altri oceani è detta convergenza antartica, è una fascia di mare larga dai 40 agli 80 km, situata a circa 1600 km dalla costa e nella quale la temperatura cala bruscamente. La convergenza antartica costituisce una barriera biologica insormontabile per gli organismi marini di piccole dimensioni e all'interno della quale si trova un ecosistema del&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RjTGhyzVAdI/AAAAAAAAAHw/Z3S8lku8fkI/s1600-h/410px-Emperor_penguin.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5058886565318951378" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RjTGhyzVAdI/AAAAAAAAAHw/Z3S8lku8fkI/s320/410px-Emperor_penguin.jpg" border="0" height="313" width="212" /&gt;&lt;/a&gt; tutto particolare.&lt;br /&gt;I mari sono molto ricchi di zooplancton e di krill antartico (L'Euphausia superba ne è il componente principale). Il krill, a sua volta alimentato da poche specie di alghe che compongono il fitoplancton, rappresenta l'alimento base della catena alimentare per gli animali terrestri e marini, nutre infatti i pesci, le balene, foche e leoni marini, i pinguini e i numerosi uccelli marini.&lt;br /&gt;Sulla banchisa vivono e si riproducono due specie di pinguini: il pinguino imperatore e il pinguino di Adelia. Un'altra trentina di specie di uccelli (appartenenti alle famiglie dei procellariformi e caradriformi) si riproducono nel continente antartico, tra queste vi sono l'albatro reale, il petrello delle nevi, il fulmaro antartico, gli ultimi due nidificano nelle parti prive di neve, dette nunatak, delle montagne dell'interno, spingendosi nell'entroterra fino a 100 km dalle coste.&lt;br /&gt;Tra le foche sono diffuse le foche di Weddell, le foche carnivore e la temibile foca leopardo. Nei mesi estivi oltre 100 milioni di uccelli migratori nidificano e si riproducono sulla banchisa e nelle isole prospicienti il continente.&lt;br /&gt;Paragonato con la ricchezza di fauna nell'oceano e sulla banchisa l'interno del continente appare, anche nelle poche aree deglaciate dette oasi, deserto e desolato. Le uniche forme di vita che vi si trovano sono batteri, microorganismi, muschi, licheni e alcuni invertebrati. Le uniche piante che crescono in Antartide sono due fanerogame, la Deschampsia antarctica e il Colobanthus quietensis.&lt;br /&gt;Nell'oceano antartico convivono: Krill, piccoli crostacei alla base dell'alimentazione di balene, foche e pinguini; Pinguini; Foche; Cormorani e Albatros; Capodogli, Delfini, Foche e Balenottere.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;POLITICA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Trattato Antartico, detto anche Trattato di Washington, è un accordo internazionale finalizzato alla definizione dell'utilizzo delle parti disabitate dell'Antartide che si trovano a sud dei 60° di latitudine S. Il trattato costituisce la base del complesso sistema di accordi multilaterali definito come Sistema del Trattato Antartico (Antarctic Treaty System o ATS)&lt;br /&gt;Obiettivo del Trattato è quello di stabilire le linee guida per l'utilizzo pacifico delle risorse del continente e per la preservazione di flora, fauna e dell'ecosistema.&lt;br /&gt;Fu stipulato a Washington il 1 dicembre 1959 e firmato dai paesi partecipanti all'Anno Geofisico Internazionale (1957-58) ed è stato il primo accordo internazionale dopo la seconda guerra mondiale. Entrò in vigore il 23 giugno 1961.&lt;br /&gt;Tramite il trattato i paesi firmatari con rivendicazioni di sovranità territoriale concordano di interrompere le loro richieste e di rinunciare allo sfruttamento economico o all'utilizzo per scopi bellici del continente, sono infatti interdette le attività di tipo militare e ogni attività che implichi esplosioni nucleari o depositi i materiale radioattivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-5973772948028334735?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5973772948028334735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=5973772948028334735&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/5973772948028334735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/5973772948028334735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/antartide-un-deserto-freddo.html' title='ANTARTIDE, UN DESERTO FREDDO'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RjTFSCzVAbI/AAAAAAAAAHg/PPuewuN0EyU/s72-c/707px-Antarctica_satellite_globe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-2784162703097218127</id><published>2007-09-24T08:05:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T08:07:53.357-07:00</updated><title type='text'>AUSTRALIA, IL NUOVISSIMO MONDO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;L'Australia, ufficial&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RhfQlcWEDeI/AAAAAAAAAB0/x1tvWp3g3IY/s1600-h/800px-Flag_of_Australia_svg.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5050734848801770978" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 174px; height: 83px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RhfQlcWEDeI/AAAAAAAAAB0/x1tvWp3g3IY/s200/800px-Flag_of_Australia_svg.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;mente Commonwealth of Australia, è la sesta nazione del mondo in ordine di grandezza (7.686.850 km2, l'unica che occupa un intero continente e la più grande dell'Oceania e dell'intera Australasia. Ha una popolazione di 20.180.878 abitanti (censimento del 2004). La capitale è Canberra; le città più popolose sono Sidney, Perth, Brisbane, Melbourne e Adelaide.&lt;br /&gt;Essendo un'isola non confina con altre nazioni. Quelle più vicine sono la Nuova Zelanda a sud-est; l'Indonesia, Papua Nuova Guinea e Timor Est a nord.&lt;br /&gt;Il nome Australia deriva dalla frase latina &lt;em&gt;terra australis incognita&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;STORIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'Australia è abitata da circa 42.000 - 48.000 anni, da quando cioè i progenitori degli attuali aborigeni australiani arrivarono dall'odierno sud-est asiatico. La terra non venne scoperta dagli europei fino al XVIII secolo, quando fu avvistata e visitata da numerose spedizioni (e per questo definita nuovissimo mondo). La prima nel 1770 per opera del capitano James Cook. Nello stesso anno due terzi orientali del continente vennero reclamati dal Regno Unito, e inizialmente colonizzati nel Nuovo Galles del Sud il 26 gennaio 1788 come colonia penale britannica. Il resto fu reclamato dal Regno Unito nel 1829. La maggior parte degli stati che più tardi si federarono formando l'Australia non erano comunque nati come colonie penali.&lt;br /&gt;Il 1 gennaio 1901, nasce il Commonwealth, o federazione d'Australia, come dominio, all'interno dell'Impero britannico. L'Australia era oramai indipendente, anche se gli ultimi legami legali con il Regno Unito non furono recisi fino al 1986. L'Australia è una monarchia costituzionale, con Elisabetta II d'Inghilterra regnante come Regina d'Australia. Nel 1999,la popolazione è stata chiamata a votare su un referendum per effettuare un cambio costituzionale e trasformare l'Australia in una repubblica, con un presidente a sostituire la regina come capo dello stato, ma è stato rigettato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ASPETTO GEOGRAFICA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'Australia confina a sud con l'oceano Indiano, a nord con il mare degli Arafura, a nord-est con il mar dei Coralli, a nord-ovest con il mar di Timor, a sud-est con il mar di Tasman.&lt;br /&gt;La maggior parte del territorio australiano è desertico o semi-desertico. Il 40% della superficie è coperto da dune di sabbia. Solo le estremità del paese, a sud-est e sud-ovest, hanno un clima temperato e un terreno moderatamente fertile. La parte nord dello stato ha un clima tropicale. Il Great Barrier Reef, di gran lunga la più grande barriera corallina del mondo&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RhfRXsWEDgI/AAAAAAAAACE/im9KG1NACvc/s1600-h/Map_of_Australia.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5050735712090197506" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RhfRXsWEDgI/AAAAAAAAACE/im9KG1NACvc/s200/Map_of_Australia.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;, giace a breve distanza dalla costa nord-orientale, mentre nell'Australia centrale Uluru è il più grande monolite del mondo.&lt;br /&gt;Questo paese comprende circa il 90% dell'Oceania. L'Australia possiede anche l'isola di Tasmania, dalla quale è separata dallo stretto di Bass ed è suddivisa in 3 regioni: la parte orientale, dove si trovano le alpi australiane e la grande catena divisoria, a occidente, dove si trovano alcuni altopiani e zone desertiche, al centro dove si trova il Lago Eyre, il maggiore dello stato. Nel territorio desertico si trovano alcuni animali tipici australiani: il canguro, il diavolo orsino, il dingo, il koala e l'emù.&lt;br /&gt;Il paesaggio australiano presenta 4 tipi di vegetazione: il bush composto da eucalipti alti fino a 40 m; il malee formato da eucalipti non più alti di 5 m; la mulga, composta da piante d'acacie; e infine lo scrub formato da cespugli bassi.&lt;br /&gt;Il fuso orario dello stato varia da UTC+8 a UTC+10. Alcune isole arrivano a UTC+6,5 e UTC+11.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CLIMA, FLORA E FAUNA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anche se gran parte del continente è arido o semi-arido, nondimeno l'Australia comprende diversi tipi di habitat, dalle vette della barriera corallina alla foresta pluviale. A causa della elevata vecchiaia del continente, del clima molto variabile e del suo antichissimo isolamento geografico, la maggior parte delle specie animali e vegetali australiane sono uniche. Il canguro, l'ornitorinco, la foca, il koala, il toporagno, la gallina australiana, l'emù e l'echidna suscitarono la meraviglia dei primi esploratori europei. L'Australia ospita i 10 serpenti più velenosi al mondo, quali il taipan, il king brown e la vipera della morte, tuttavia i casi letali da morso sono rari in quanto questi animali preferiscono fuggire piuttosto che mordere. I cavalli, le pecore e le mucche sono stati invece importati dal continente europeo in tempi recenti. In Australia vivono oltre 106 milioni di ovini, praticamente 5 ogni abitante umano! I conigli e i dingo costituiscono un serio problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ORGANIZZAZIONE POLITICA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il Commonwealth of Australia è una monarchia parlamentare: la regina d'Australia (cioè la regina del Regno Unito) è il capo di stato ufficiale ed è rappresentato da un governatore generale. In pratica, il ruolo della corona (e quindi del governatore generale) è largamente cerimoniale. Il potere esecutivo, teoricamente rappresentato dalla Corona viene esercitato da un gabinetto guidato dal primo ministro. Il Primo ministro è quasi sempre il capo del partito di maggioranza nella Casa dei Rappresentanti, la camera bassa (con 150 seggi) del parlamento bicamerale. I membri della Casa dei Rappresentanti sono eletti in collegi uninominali. La camera alta (76 seggi) è il Senato, nel quale ogni stato è rappresentato da 12 senatori, indipendentemente dalla sua popolazione, e ogni territorio da due. Le elezioni di entrambe le camere si tengono ogni tre anni, tipicamente con metà del senato eleggibile per la rielezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;STATI E TERRITORI&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;L'Australia è divisa in sei stati e diversi territori.&lt;br /&gt;Gli stati sono: Australia Meridionale, Australia Occidentale, Nuovo Galles del Sud, Queensland, Tasmania, Victoria. I due territori principali sono: l'Australian Capital Territory e il Territorio del Nord. L'Australia ha anche numerosi territori minori: il Jervis Bay Territory, nel Nuovo Galles del Sud, amministrato come una base navale e porto marittimo per la capitale; diversi territori esterni abitati: Isola Norfolk, Isola di Natale, Isole Cocos; vari territori esterni in larga parte disabitati: Isole del Mar dei Coralli, Isole Heard, Isole Ashmore e Cartier e il territorio australiano antartico.&lt;br /&gt;L'Australian Capital Territory fu creato nel luogo scelto per la capitale Canberra. Canberra fu fondata come compromesso tra le due principali città, Melbourne e Sydney.&lt;br /&gt;Altre città importanti in Australia sono Alice Springs outback, Cairns e Brisbane (costa orientale), Darwin (costa settentrionale), Perth (costa occidentale) e Adelaide (costa meridionale).&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RhfRncWEDhI/AAAAAAAAACM/xo_WOC8lZ4Q/s1600-h/798px-Australian_coat_of_arms_1912_edit.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5050735982673137170" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RhfRncWEDhI/AAAAAAAAACM/xo_WOC8lZ4Q/s200/798px-Australian_coat_of_arms_1912_edit.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La popolazione australiana risiede per l'85% nelle città. Lo stato è membro di numerosi organismi internazionali come l'ONU, l'APEC e il Commonwealth.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ECONOMIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'Australia ha una prospera economia mista di stampo occidentale, con un reddito pro capite a livello delle quattro economie dominanti dell'Europa occidentale.&lt;br /&gt;Negli ultimi anni l'economia australiana ha fronteggiato la crisi globale con una crescita costante. La produzione crescente nell'economia domestica ha contrastato il calo globale, e la fiducia degli affari e dei consumatori è rimasta robusta. L'enfasi australiana sulle riforme è un altro dei fattori chiave dietro alla sua forza economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;POPOLAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La maggior parte della popolazione australiana discende da immigranti del XIX e XX secolo, inizialmente e principalmente dal Regno Unito e dall'Irlanda ma successivamente anche da altre nazioni, soprattutto Italia, Grecia e nazioni asiatiche. I discendenti della popolazione originale, gli aborigeni australiani, compongono il 2,2% della popolazione, in base al censimento del 2001. Comunemente a molte altre nazioni sviluppate, l'Australia sta attualmente sperimentando un invecchiamento della popolazione, con più pensionati e meno persone in età lavorativa. L'inglese è la lingua parlata in Australia, anche se alcune delle comunità aborigene sopravvissute mantengono il loro linguaggio nativo, e un numero considerevole di immigrati di prima e seconda generazione sono bilingue.&lt;br /&gt;Anche se la nazione è ampiamente secolare e sono pochi i praticanti, tre quarti degli australiani si dichiarano cristiani, principalmente cattolici o anglicani. Sono praticate anche diverse altre religioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-2784162703097218127?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2784162703097218127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=2784162703097218127&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/2784162703097218127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/2784162703097218127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/australia-il-nuovissimo-mondo.html' title='AUSTRALIA, IL NUOVISSIMO MONDO'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RhfQlcWEDeI/AAAAAAAAAB0/x1tvWp3g3IY/s72-c/800px-Flag_of_Australia_svg.png' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-2755864398134859822</id><published>2007-09-24T08:00:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T08:21:31.413-07:00</updated><title type='text'>ALLARME CLIMA!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Piante e animali in condizioni critiche di fronte all'innalzamento delle temperature&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono state divergenze e tensioni politiche, in particolare con Cina, Usa e Arabia saudita, ma alla fine il rapporto dell’Ipcc (Panel intergovernativo sul cambiamento climatico che raduna scienziati ed esperti di 180 paesi) è stato approvato a Bruxelles dopo cinque giorni di negoziati a porte chiuse. I 2500 scienziati hanno messo sul tavolo 1.500 pagine di inquietanti certezze sul futuro del pianeta. L'allarme sui rischi ambientali, che coinvolge anche molti paradisi naturali della Terra come ha denunciato il Wwf, emerge a tinte nette: circa il 30% delle specie vegetali e animali è a rischio estinzione se il rialzo della temperatura mondiale sarà tra 1,5 e 2,5 gradi centigradi. Un innalzamento della temperatura media globale di 2-2,5 gradi rispetto al presente «potrà causare un forte aumento degli impatti» con spostamenti geografici di specie, perdite totali di &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RhawbMWEDaI/AAAAAAAAABU/fTolIsrTVeY/s1600-h/03.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5050418013359312290" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RhawbMWEDaI/AAAAAAAAABU/fTolIsrTVeY/s320/03.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;biodiversità, riduzione della produttività agricola e delle risorse idriche in vaste aree. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli impatti dei cambiamenti climatici, dicono gli esperti dell'Ipcc, «sono già in atto a livello globale e regionale e saranno più forti nel futuro». Inoltre, «molti sistemi naturali in tutto il pianeta sono stati già affetti da cambiamenti climatici regionali, in particolare da aumenti di temperature». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto il mondo è convolto in questo allarme e l'Europa non fa eccezione. Gli scienziati dell'Ipcc prevedono infatti che «quasi tutte le regioni europee saranno influenzate negativamente dalle conseguenze future del cambiamento climatico e queste creeranno problemi a molti settori economici» e lo stravolgimento del clima del pianeta, continua il testo, «amplificherà le differenze regionali delle risorse naturali e delle ricchezze dell'Europa». Il rischio è di trovarsi in pochi anni di fronte a un'Europa meridionale sempre più arida, impoverita dal calo del turismo estivo e delle coltivazioni, e afflitta da ondate di caldo senza precedenti e incendi e un'Europa del nord sempre più verde di foreste, più fertile e più mite, ma più soggetta a inondazioni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-2755864398134859822?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2755864398134859822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=2755864398134859822&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/2755864398134859822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/2755864398134859822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/allarme-clima.html' title='ALLARME CLIMA!'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RhawbMWEDaI/AAAAAAAAABU/fTolIsrTVeY/s72-c/03.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-8750020616726343664</id><published>2007-09-24T07:59:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T08:05:22.631-07:00</updated><title type='text'>GRECIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La Grecia (in greco Ελλάδα,oppure Ελλάς, Hellas), nome ufficiale Repubblica Ellenica (in greco: Ελληνική Δημοκρατία, Ellinikí Dimokratía), è uno stato europeo situato nel Mare Mediterraneo nell'estremo Sud della penisola balcanica ed è considerata la culla della democrazia, del pensiero e della civiltà occidentale. Confina a Nord con Albania, Repubblica di Macedonia (FYROM) e Bulgaria e con la Turchia nel Nord-Est. Giovane democrazia, la Grecia è riuscita ad entrare nell'Ue nel 1981, ad adottare l'Euro nel 2001 e ad ospitare le Olimpiadi estiv&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RgpNlUuLerI/AAAAAAAAAAM/EyRfnXiVIFY/s1600-h/800px-Flag_of_Greece_svg.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5046931636034960050" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 192px; height: 112px;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RgpNlUuLerI/AAAAAAAAAAM/EyRfnXiVIFY/s320/800px-Flag_of_Greece_svg.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e di Atene 2004. Le nove strisce rappresentano le nove sillabe del motto nazionale: "Libertà o Morte". La croce simboleggia il trionfo del cristianesimo sull'oppressore islamico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;ASPETTO GEOGRAFICO&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Grecia confina a Nord-Ovest con l'Albania, a Nord con la Repubblica di Macedonia e la Bulgaria e a Nord-Est con la Turchia. La lunghezza totale dei confini terrestri è di 1.215,5 Km. La Grecia è formata dalla parte finale della penisola balcanica e da 2000 isole situate nei mari Ionio ed Egeo. Lo stato greco si affaccia interamente sul mare e non esiste parte del territorio nazionale che disti più di 137 Km dalla costa. La parte continentale della Grecia è formata da un insieme di penisole, quali la penisola Calcidica, dell'Attica e del Peloponneso. La conformazione delle coste è piuttosto irregolare con numerose frastagliature, tra le quali spiccano i golfi di Corinto ed Egina, (divisi dall' Istmo di Corinto), Patrasso, Salonicco, Messenia, Laconia, Argolide, Cassandra, Hagiu òrus e diOrfani. La costa ionica è bassa e paludosa. Quelle egee e meridionali, invece, sono alte e rocciose. Le isole greche si dividono in arcipelaghi: a nord ovest c'è quello delle Isole Ionie (tra cui: Corfù, Zante, Leucas, Itaca e Cefalonia); a sud si trova Creta, la più grande delle isole greche; nell'Egeo si trovano l'Eubea, vicina all'Attica, le Sporadi settentrionali e meridionali, le Grandi Egee (Lemnos, Lesbos, Kios e Samos). A sud est, Rodi e le isole vicine, situate di fronte alle coste della Turchia, costituiscono il Dodecaneso, e dividono il mar Egeo dal Mediterraneo orientale.&lt;br /&gt;L'entroterra è per l'80% montagnoso. La catena del Pindo, prolungamento delle Alpi dinariche, nasce in Albania e si sviluppa in direzione sud-est. La catena dei Rodopi si trova a Nord-est che si sviluppa da Ovest ad'Est al confine tra Grecia e Bulgaria. Vi sono inoltre vari massicci isolati, come il Monte Olimpo, il Monte Parnaso e il Monte Taigeto. Essendo il territorio greco prevalentemente montuoso, ovviamente le pianure sono scarse. La pianura più importante è composta dal Bacino Pianeggiante della Tessaglia. I fiumi greci hanno un percorso breve e tortuoso e sono di carattere torrentizio, dunque la loro portata dipende dalla piovosità e dalla stagione. I fiumi più importanti sono il Peneiòs, che nasce dalla catena montuosa del Pindo ed è il principale fiume della Tessaglia, l'Axios, l'Achelòos, il secondo fiume per lunghezza che si getta nell'Egeo, l'Arachthos, l'Alfeiòs, l'Evròtas, il Néstos, il'Marizza, o Hebros, che funge da confine con la Turchia, e l'Aliakmonas, il fiume più lungo della Grecia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;ORGANIZZAZIONE POLITICA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Grecia è una repubblica parlamentare in base al referendum del 8 dicembre 1974. La costituzione del 11 giugno 1975; emendata nel Marzo 1986 e nella primavera del 2001 include specifiche garanzie delle libertà civili. Il presidente della Repubblica è scelto da una maggioranza qualificata del Parlamento per un mandato di cinque anni rinnovabili una seconda volta, ed è formalmente il capo di sta&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RgpNwUuLesI/AAAAAAAAAAU/VSKIQBeMas4/s1600-h/250px-EU_location_GRE.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5046931825013521090" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RgpNwUuLesI/AAAAAAAAAAU/VSKIQBeMas4/s320/250px-EU_location_GRE.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;to. Tuttavia, è il primo ministro con il suo governo che svolge il ruolo centrale nel processo politico, mentre il presidente svolge funzioni governative molto limitate,oltre che le funzioni ceremoniali e di rappresentanza. I greci eleggono i 300 membri del Parlamento monocamerale del paese ( Vouli ton Ellinon ) con suffragio universale e scrutinio elettorale segreto dai maggiorenni di 18 anni d'ambo i sessi; per un massimo di quattro anni, ma le elezioni possono accadere a intervalli più frequenti. La Grecia usa un complesso sistema elettorale a rappresentanza proporzionale rinforzato che prevede uno sbarramento al 3%,che svantaggia i partiti minori specialmente il secondo partito alle elezioni e si accerta che il partito che vince nel voto nazionale avrà una forte maggioranza nel parlamento. Un partito deve ricevere 3% del voto nazionale totale per guadagnare il diritto alla rappresentanza parlamentare. Le politiche parlamentari greche muniscono il principio del "dedilomeni", "della riservatezza dichiarata" del Parlamento al primo ministro e della sua gestione. Ciò significa che il presidente della Repubblica è limitato nella nomina del primo ministro a una persona che sarà approvata dalla maggioranza dei membri del parlamento(cioè 151 voti). Con l'attuale sistema elettorale, è il capo del partito che ha vinto l'elezioni parlamentari, a essere nominato primo ministro. Una amministrazione può, in qualunque momento, chiedere "un voto di riservatezza"; per contro, un certo numero di membri di parlamento può chiedere quello che è un voto di rimprovero". Entrambi sono casi rari con i risultati solitamente prevedibili poiché votare fuori della linea di partito accade molto raramente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-8750020616726343664?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8750020616726343664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=8750020616726343664&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/8750020616726343664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/8750020616726343664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/grecia.html' title='GRECIA'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RgpNlUuLerI/AAAAAAAAAAM/EyRfnXiVIFY/s72-c/800px-Flag_of_Greece_svg.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-8611276516956656216</id><published>2007-09-24T07:58:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T07:59:49.483-07:00</updated><title type='text'>LA DANIMARCA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il Regno di Danimarca è il più piccolo stato della Scandinavia, oltre ad essere quello situato più a sud. Si trova a nord dell'unico stato a lui confinante via terra, la Germania, a sud-ovest della Svezia e a sud della Norvegia.&lt;br /&gt;La capitale è Copenhagen.La Danimarca e considerata come facente parte dei paesi scandinavi anche se in effetti n&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5046621314682254002" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 226px; height: 169px;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgkzWPmM8rI/AAAAAAAAADU/AmXP26faq-s/s200/250px-EU_location_DEN.png" border="0" /&gt;on si trova sulla penisola scandinava. Il Regno di Danimarca ( Danmarks Rige ) comprende la Danimarca vera e propria, le Isole Fær Øer e la Groenlandia.&lt;br /&gt;la Danimarca si affaccia sia sul Mar Baltico che sul Mare del nord. Il paese è composto da un'ampia penisola, lo Jutland, che confina con il nord della Germania, a cui si aggiungono un considerevole numero di isole, tra le quali Sjælland, Fyn, Vendsyssel-Thy, Lolland e Bornholm oltre a centinaia di isolette minori a cui talvolta ci si riferisce come all'arcipelago danese. Storicamente la Danimarca ha da sempre controllato l'accesso al Mar Baltico e queste acque sono conosciute anche come gli Stretti danesi.&lt;br /&gt;La Danimarca è diventata una monarchia costituzionale nel 1849 dopo che, sin dal 1660, era stata una monarchia assoluta. Dal 1901 è una democrazia parlamentare. Con oltre mille anni di durata la monarchia danese è la seconda più antica del mondo, seconda soltanto a quella giapponese.&lt;br /&gt;La Danimarca fa parte dell'Unione europea.&lt;br /&gt;I due terrritori della Groenlandia e delle isole Fær Øer, pur facendo parte del Regno di Danimarca, godono di ampia autonomia e sono regolate da varie leggi particolari secondo un sistema federale&lt;br /&gt;A partire dalla seconda metà del XX secolo la società danese è stata parzialmente caratterizzata dall'adozione del cosiddetto Modello sociale scandinavo basato su di un'ampia diffusione dei servizi pubblici. Secondo uno studio pubblicato dall'UNESCO, la Danimarca può fregiarsi del titolo di "paese più felice" della terra.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;ASPETTO GEOGRAFICO&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il punto più a nord della Danimarca è la Punta di Skagen che si trova a 57° 45' 7" gradi di latitudine, mentre quello più a sud è la Punta di Gedser (l'estremità più a sud dell'isola di Falster) ad una latitudine di 54° 33' 35". Da ovest ad est il paese si estende invece dagli 8° 4' 22" gradi di longitudine della spiaggia di Blåvandshuk ai 15° 11' 55" del dell'isola Østerskær che si trova nell'arcipelago delle Ertholmene ad est di Bornholm. La distanza dal punto più occidentale a quello più orientale è di 452 km, mentre tra quello più a nord a quello più a sud di 368 km. La Danimarca è composta dalla penisola dello Jutland ( in danese Jylland ) e da 443 isole sufficientemente grandi da avere un nome.[9] Tra queste 76 sono abitate e le più grandi sono Sjælland e Fyn. L'isola di Bornholm si trova molto più ad est rispetto al resto del paese, nel mezzo del Mar Baltico. Molte delle isole maggiori sono collegate tra loro per mezzo di ponti; il Ponte Øresund unisce Sjælland alla Svezia, lo Storebæltsbroen congiunge Sjælland e Fyn mentre il Nye Lillebæltsbro va da Fyn allo Jutland.&lt;br /&gt;I collegamenti con le isole minori sono assicurati da traghetti o da piccoli aerei.&lt;br /&gt;Le città principali sono la capitale Copenhagen sull'isola di Sjælland, Århus Aalborg ed Esbjerg nello Jutland e Odense sull'isola di Fyn. Insieme alla Guinea Equatoriale è uno dei due paesi al mondo ad avere la capitale su di un'isola mentre il corpo principale della nazione si trova su di un continente.&lt;br /&gt;Il paese è quasi completamente pianeggiante, con pochi e modesti rilievi; l'altezza media sul livello del mare è di 31 metri soltanto e la collina naturale più elevata è la Møllehøj alta 170,86 metri. Altre colline nella zona a sud-ovest di Århus sono la Yding Skovhøj (m. 170,77) e la Ejer Bavnehøj (m. 170.35).[10] Le acque interne occupano un'area complessiva di circa 700km².&lt;br /&gt;L'essere spezzettata su di un così grande numero di isole fa sì che la Danimarca possieda una linea costiera lunga ben 7.314 km.[11] Se si tracciasse un cerchio avente esattamente la stessa area del paese la sua circonferenza misurerebbe invece soltanto 742 km. Un altro dato che evidenzia lo stretto legame presente nel paese tra terra e mare è che nessun luogo in Danimarca dista più di 52 km. dalla costa più vicina. La superficie terrestre della Danimarca non può essere misurata con precisione perché il mare modifica costantemente la costa, erodendone alcune parti ed aggiungendo materiali di riporto su altre; inoltre bisogna tenere conto dell'azione dell'uomo che, per tenere l'erosione sotto controllo, ha messo in atto vari progetti tesi al recupero e al mantenimento delle coste.&lt;br /&gt;Sulla costa sud-occidentale dello Jutland le maree raggiungono un'altezza variabile tra 1 e 2 metri, facendo sì che la costa si possa spostare avanti e indietro anche di 10 km.&lt;br /&gt;L'isola della Groenlandia, per il suo clima glaciale, è quasi del tutto disabitata; gli unici e pochi abitanti sono gli inuit. Il territorio danese, invece, gode di un clima relativamente mite rispetto ad altre zone poste alla stessa latitudine e la vegetazione che vi si trova frequentemente sono boschi di latifoglie e la brughiera. A Copenaghen le temperature medie variano dai -1°C di febbraio ai +17° di luglio e agosto. La Danimarca è divisa in 13 contee (amter, singolare: amt), e 270 comuni (kommuner, singolare kommune). La prossima Riforma Comunale Danese rimpiazzerà le contee con cinque nuove regioni e ridurrà il numero di comuni a 98. I nuovi comuni assumeranno le competenze delle precedenti contee. Gran parte dei nuovi comuni avrà una popolazione di almeno 20.000 persone. La riforma sarà attuata il 1 gennaio 2007.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;ORGANIZZAZIONE POLITICA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il regno di Danimarca è una monarchia costituzionale che vede come capo dello stato la regina Margherita II. Il potere esecutivo viene esercitato in favore della regina dal Primo ministro e dagli altri ministri che sono a capo dei rispettivi dipartimenti. Il Consiglio dei Ministri e il primo ministro costituiscono il Governo. I ministri rispondono al Parlamento, l'assemblea legislativa, che tradizionalmente è considerata come l'organo supremo (vale a dire che può legiferare su qualsiasi materia e non è vincolato alle decisioni dei suoi predecessori).&lt;br /&gt;Mentre il monarca è il capo dello stato e possiede teoricamente tutti i poteri esecutivi, in realtà il vero capo del governo è il primo ministro. Il governo risponde delle proprie azioni soprattutto al Folketing. I ministri non devono essere necessariamente membri del parlamento, sebbene al giorno d'oggi questa sia una tendenza abbastanza consolidata.&lt;br /&gt;Il Folketing è l'assemblea legislativa nazionale. In accordo alla dottrina della sovranità perlamentare, possiede l'ultima parola in campo legislativo anche se, in seguito all'ingresso del paese nell'Unione Europea, si sono posti alcuni problemi in materia. Tuttavia, almeno in teoria, la dottrina legale prevale.&lt;br /&gt;Il parlamento si compone di 179 membri eletti con sistema proporzionale. Le elez&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/Rgk1OfmM8sI/AAAAAAAAADc/IcivFyC3p8Q/s1600-h/370px-Flag_of_Denmark_svg.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5046623380561523394" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/Rgk1OfmM8sI/AAAAAAAAADc/IcivFyC3p8Q/s200/370px-Flag_of_Denmark_svg.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ioni legislative si tengono ogni quattro anni, ma rientra nei poteri del primo ministro indire, se lo ritiene necessario, elezioni anticipate. In caso esprima un voto di sfiducia, il parlamento ha il potere di costringere l'intero governo alle dimissioni.&lt;br /&gt;Rispetto a quanto succede nella maggior parte dei paesi occidentali, il sistema politico danese tradizionalmente tende a privilegiare le coalizioni. In alcuni casi queste coalizioni godevano anche della maggioranza parlamentare ma molte volte, dal dopoguerra in poi, i governi danesi sono stati espressi da coalizioni di minoranza ed hanno governato con un sostegno parlamentare piuttosto instabile.&lt;br /&gt;Dal novembre 2001 primo ministro della Danimarca è Anders Fogh Rasmussen che appartiene al Venstre, un partito ad orientamento liberale di centro-destra. Se si eccettua un periodo, durato circa un decennio, a cavallo degli anni '80 in cui si sono effettuate importanti riforme economiche ed un cambiamento nella politica estera nazionale, i governi danesi del dopoguerra sono stati per lo più guidati dai socialdemocratici, anche se l'influenza della visione politica socialdemocratica non è ststa in effetti così forte come nella vicina Svezia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;ECONOMIA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'economia danese è legata prevalentemente all'agricoltura (ortaggi e cereali), all'allevamento e alle industrie conserviere e alimentari. La pesca, praticata con attrezzature moderne, alimenta l'industria di conservazione del pesce. Nel Mare del Nord si trovano giacimenti di petrolio e gas naturale. L'industria è presente nei settori cantieristico, chimico, elettronico e alimentare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-8611276516956656216?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8611276516956656216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=8611276516956656216&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/8611276516956656216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/8611276516956656216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/la-danimarca.html' title='LA DANIMARCA'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgkzWPmM8rI/AAAAAAAAADU/AmXP26faq-s/s72-c/250px-EU_location_DEN.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-6118320660085331738</id><published>2007-09-24T07:48:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T07:58:12.289-07:00</updated><title type='text'>LA MALESIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La Malaysia è uno Stato federale dell'Asia sudorientale(329.749 km quadrati,cap. Kuala Lumpur), costituito dalla Malaysia Occidentale o Peninsulare che comprende gli Stati di Johor, Malacca, Negeri Sembilan, Selangor, Pahang, Trengganu, Kelantan, Perak, Pinang, Kedah e Perlis e il Territorio Federale di Kuala Lumpur, e dalla Malaysia Orientale che comprende gli Stati di Sabah e di Sarawak.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ASPETTO GEOGRAFICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La M. Occidentale, che si estende sull'estremità meridionale della penisola di Malacca, è bagnata a ovest dalle acque dello stretto di Malacca e a est dal mar Cinese Meridionale, e confina a nord con la Thailandia e a sud con Singapore;la M. Orientale, che occupa il settore settentrionale dell'isola di Borneo, confina a sud con l'Indonesia. Il settore Malaysiano della penisola di Malacca presenta un'ossatura centrale costituita da formazioni montuose e tabulari discontinue, allungate nella direzione da nord-ovest a sud-est, che si collegano alla catena indocinese e hanno la loro origine nel corrugamento himalayano. L'altitudine media varia dai 1000 ai 2000 metri; la vetta più alta si trova a nord, dove il Gunong Tahan raggiunge i 2190 m. Vaste pianure sedimentarie fiancheggiano il sistema a ovest e a sud, mentre a est i rilievi arrivano spesso alla costa e frammentano una fascia pianeggiante ridotta nel settore settentrionale. I fiumi so&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgYujfmM8hI/AAAAAAAAACE/YcESn4uZTl8/s1600-h/295px-Malesia-Mappa%5B1%5D.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045771619827249682" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 376px; height: 181px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgYujfmM8hI/AAAAAAAAACE/YcESn4uZTl8/s200/295px-Malesia-Mappa%5B1%5D.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;no numerosi e molto ricchi di acque sui due versanti della catena: i più importanti sono il Kelantan , il Pahang, il Belum e il Muar. Le coste sono in genere basse e uniformi, talvolta sabbiose e paludose e fronteggiate da una serie di isole, isolotti e banchi corallini. Il territorio della Malaysia Orientale si affaccia a ovest sul mar Cinese, a nord-est sul mar di Sulu e a est sul mar di Celebes. Il suo confine con la parte indonesiana dell'isola e segnato dalle alte cime delle catene montuose dei Kapuas Hulu., degli Iran e dei Penambo. Non mancano i corsi d'acqua: ricordiamo il Rajang e il Kinabatangan. Le coste sono prevalentemente basse e sabbiose lungo il settore occidentale, per diventare più alte e frastagliate in quello nord-orientale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CLIMA, FLORA E FAUNA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il clima malaysiano è del tipo equatoriale, con temperature elevate, deboli escursioni e precipitazioni abbondanti. L'influsso monsonico non è molto accentuato, ma comunque provoca l'aumento delle piogge da Aprile ad Agosto (penisola Malacca) e da gennaio a febbraio (Borneo). La temperatura media èdi 27°C e le precipitazioni non scendono al di sotto dei 2000 mm annui. L'umidità relativa supera ovunque il 90%.&lt;br /&gt;Il manto vegetale originario, costituito prevalentemente dalla foresta equatoriale ricopre la maggior parte della superficie territoriale. Oltre alle formazioni caratteristiche di liane e altri rampicanti dei sottoboschi, si trovano diverse essenze pregiate come l'aloè, il sandalo, il teak, l'albero di cannella, l'ebano, il bambù , l'albero della canfora e il caucciù. Sono diffusi i palmizi e lungo le coste le mangrovie.&lt;br /&gt;La fauna caratteristica della Malaysia Occidentale comprende tigri, rinoceronti, elefanti, bufali, orsi, coccodrilli, tartarughe, serpenti, aquile, fagiani, uccelli acquatici e le salangane. Nella Malaysia Orientale regnano invece gli oranghi, i gibboni, i tapiri, le tigri reali, le pantere, gli orsi malesi, le viverre i cinghiali, i tucani, e le salangane. Innumerevoli sono le specie di insetti, così come la fauna ittica è ricca di specie e di individui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ETNOLOGIA&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;La popolazione della Malaysia è piuttosto eterogenea. Per più della metà è costituita da Malesi islamizzati qualche secolo fa e oggi i soli ad avere pieni diritti politici e civili. La lingua parlata da queste popolazioni più evolute è indonesiana, mentre austroasiatiche sono le parlate dei gruppi malesi più primitivi che si suddividono in tre principali raggruppamenti. I Semang, che abitano al nord, sono cacciatori e raccoglitori e si distinguono per il capello crespo. I Sakai, con caratteristiche fisiche simili agli altri (statura pigmoide) si distinguono per il capello ondulato e sono i più numerosi. Infine a sud-ovest della Malacca abitano gli Jakudn dal capello liscio e diritto. Nel Sarawak, il gruppo più numeroso è quello dei Dayak, un tempo considerati tagliatori di teste. ICinesi, che rappresentano circa il 40% della popolazione totale, spiccano nelle attività commerciali. Di più recente immigrazione è il gruppo indo-pakistano che svolge mansioni prevalentemente artigiane e manovali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;COMUNICAZIONI&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Anche a causa dell'aspetto geografico del paese, la rete dei trasporti via terra non è uniformemente sviluppata: le comunicazioni stradali e ferroviarie della Malaysia Peninsulare hanno una buona estensione, mentre nel Sabah e nel Sarawak la presenza di aspri rilievi nelle regioni interne ne impediscono lo sviluppo e i trasporti avvengono soprattutto attraverso la rete fluviale. La rete &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgYuPPmM8gI/AAAAAAAAAB8/npzi3dGij6Y/s1600-h/125px-Flag_of_Malaysia.svg%5B1%5D.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045771271934898690" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 180px; height: 99px;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgYuPPmM8gI/AAAAAAAAAB8/npzi3dGij6Y/s200/125px-Flag_of_Malaysia.svg%5B1%5D.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;stradale si estende per 71.814 km (2001); la rete ferroviaria, gestita dallo stato, si snoda per 1.667 km; gli aereoporti sono quattro e sono tutti internazionali, tra questi il più importante è l’aeroporto Subang a Kuala Lumpur. I porti del paese sono molto attivi: il più importante è quello di Klang (privatizzato all’inizio degli anni novanta), seguito da quelli di George Town, Johor Baharu, Kuantan (sulla penisola), Kota Kinabalu (Sabah) e Kuching (Sarawak).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;STORIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nella penisola malese, punto di passaggio obbligato dei commerci terrestri tra il golfo del Bengala, quello del Siam e il mar Cinese meridionale, nel II sec. d.C., si costituirono i primi regni indigeni. Solo nel XV sec. , con la fondazione del porto di Malacca e con la penetrazione portoghese, iniziò lo sviluppo economico della Malaysia che, un secolo dopo cadde sotto il dominio degli olandesi passando più tardi sotto quello britannico. Col trattato di Londra la Malaysia venne assegnata alla Gran Bretagna, mentre Malacca passò agli olandesi che poi la cedettero ai britannici in cambio di alcuni possedimenti sulla costa occidentale di Sumatra. Nel 1867 Malacca e Singapore entrarono a far parte della colonia britannica degli stabilimenti degli stretti. Nel 1909 la Gran Bretagna ottenne dalla Thailandia, gli stati di Kedah, Kelantan, Perlis e Terengganu che poi riunì negli Unfederate Malay States. Durante la seconda guerra mondiale la Malaysia venne in gran parte conquistata dai Giapponesi(1942). Nel dopoguerra la propaganda antibritannica e l'acceso spirito nazionalista e indipendentista, portarono alla costituzione dell' Unione Malese(1946). Nel 1957 venne proclamata l'indipendenza della Federazione Malese, che ampliatasi ulteriormente con l'unione di Singapore, Sarawak e Sabah ,si costituì in federazione della Grande Malesia o Malaysia, da cui però si stacco Singapore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ORGANIZZAZIONE POLITICA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Malaysia, stato federale chiamato anche Federazione della Grande Malesia, si costituì nel 1963, riunendo gli 11 stati della Federazione della Malaysia (indipendente dal 1957), il Sabah, il Sarawak e Singapore (che lasciò la federazione nel 1965). Il paese comprende oggi tredici stati, oltre a tre territori federali, creati con emendamenti alla Costituzione nel 1974 (Kuala Lumpur), nel 1984 (Labuan) e nel 2001 (Putrajaya). Si tratta di una federazione di monarchie costituzionali il cui capo viene eletto, con un mandato di cinque anni, tra i sovrani ereditari di nove dei tredici stati che compongono la Federazione. Gli sarà riconosciuto il titolo di Yang Di Pertuan Agong (Capo Supremo) e lo avrà potere esecutivo e potere legislativo, che vengono esercitati insieme al governo e al Parlamento. È compito del capo scegliere il primo ministro che sarà il leader del maggior partito della Camera dei rappresentanti. Ogni azione destinata a modificare i confini del paese o a estendere alla Federazione la legge islamica, deve essere sottoposta all'approvazione della Conferenza dei Regnanti formata dai nove sovrani ereditari e i quattro capi di stato elettivi. Il Parlamento è composto da due Camere: la Camera dei rappresentanti (Dewan Rakyat, 219 membri) e il Senato (Dewan Negara, 69 membri). La Camera dei rappresentanti, è il principale organo legislativo; il Senato ha solo il potere di sospendere la legislatura. I senatori, vengono nominati con un mandato di sei anni dal capo della Federazione e dai Parlamenti dei singoli stati. È in vigore la pena di morte. Ogni stato è dotato di organi esecutivi propri (Gabinetto ministeriale e Consiglio dei ministri) e di un organismo legislativo unicamerale, la cui composizione può variare. I membri del Parlamento degli stati vengono tutti eletti a suffragio diretto con un mandato di cinque anni, (tranne quelli del Sabah). A livello locale l’amministrazione è affidata alle singole municipalità e ai consigli comunali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;RELIGIONE&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Le religioni professate in Malaysia sono: il cristianesimo (6.4%), il buddismo (17%), l' induismo (7%), l'islam (53%). La religione di stato è l'islam. Già nel 1980 cominciarono i primi movimenti, quando un gruppo di islamisti chiamati L'esercito di Allah assaltarono un posto di polizia causando la morte di otto persone. Dopo di questo, numerosi furoni gli scontri violenti fino a quando centinaia di giovani militanti islamisti non vennero arrestati. Nonostante la Costituzione malese garantisce la libertà di religione, scoraggia i malesi a convertirsi a religioni diverse dall'islam. Inoltre le altre religioni incontrano numerosi ostacoli soprattutto il cristianesimo: è vietato per i cristiani riunirsi nei luoghi di culto e sono state proibite le stampe della Bibbia e alcuni libri cristiani.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-6118320660085331738?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/6118320660085331738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=6118320660085331738&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/6118320660085331738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/6118320660085331738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/la-malesia.html' title='LA MALESIA'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_eMS1KEtUBPU/RgYujfmM8hI/AAAAAAAAACE/YcESn4uZTl8/s72-c/295px-Malesia-Mappa%5B1%5D.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-5162741846564141949</id><published>2007-09-24T07:46:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T07:48:30.595-07:00</updated><title type='text'>LA MONETA UNICA: L'€</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'euro (EUR o €) è la valuta comune dei tredici stati che attualmente fanno parte dell'Unione Economica e Monetaria europea (UEM), ovvero Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia e Spagna. Nel suo complesso l'Eurozona conta oltre 317 milioni di abitanti; prendendo in considerazione anche quei paesi terzi che utilizzano divise legate all'euro, la moneta unica interessa direttamente oltre 480 milioni di persone in tutto il mondo.&lt;br /&gt;L'euro non è tuttav&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RvfOHooZueI/AAAAAAAAAcY/IDSCtqEcg-g/s1600-h/1+euro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 145px; height: 145px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RvfOHooZueI/AAAAAAAAAcY/IDSCtqEcg-g/s320/1+euro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113782532463770082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ia utilizzato in tutti i 27 stati membri dell'Unione Europea: nella fattispecie, tredici stati lo hanno sinora adottato come divisa ufficiale; la Danimarca ed il Regno Unito godono di una clausola che permette loro di mantenere indefinitamente le proprie valute nazionali; nei rimanenti dodici paesi è prevista la sua introduzione non appena le condizioni macroeconomiche permetteranno di garantire il rispetto dei parametri di Maastricht. In aggiunta ai membri dell'Unione, alcuni microstati (Città del Vaticano, il Principato di Monaco e San Marino) hanno adottato l'euro in virtù delle preesistenti condizioni di unione monetaria con paesi membri della UE. Infine, Andorra, il Montenegro e il Kosovo hanno adottato unilateralmente l'euro.&lt;br /&gt;Il debutto dell'euro sui mercati finanziari risale al 1999, mentre la circolazione monetaria ha effettivamente avuto inizio il 1° gennaio 2002 nei dodici paesi dell'Unione che per primi hanno sperimentato l'introduzione della nuova valuta.&lt;br /&gt;L'euro è amministrato dalla Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte sul Meno, e dal Sistema delle Banche Centrali Europee; il primo organismo è responsabile unico delle politiche monetarie comuni, mentre coopera con il secondo per quanto riguarda il conio e la distribuzione di banconote e monete negli stati membri.&lt;br /&gt;L'euro è suddiviso in 100 centesimi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-5162741846564141949?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5162741846564141949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=5162741846564141949&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/5162741846564141949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/5162741846564141949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/la-moneta-unica-l.html' title='LA MONETA UNICA: L&apos;€'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RvfOHooZueI/AAAAAAAAAcY/IDSCtqEcg-g/s72-c/1+euro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-1742697118165259972</id><published>2007-09-24T07:45:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T07:46:54.663-07:00</updated><title type='text'>LE ISTITUZIONI DELL'UE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;L'Unione Europea si articola intorno alle istituzioni inizialmente previste nell'ambito delle Comunità Europee e dei suoi organi specifici.&lt;br /&gt;Le principali istituzioni dell'Unione Europea sono:&lt;br /&gt;il &lt;em&gt;Parlamento Europeo&lt;/em&gt;, eletto a suffragio universale diretto da tutti i cittadini dell'Unione ogni cinque anni; ai sensi del Trattato ha sede a Strasburgo, ma svolge i suoi lavori anche a Bruxelles (dove si trova un altro emiciclo) e a Lussemburgo (sede del segretariato).&lt;br /&gt;il &lt;em&gt;Consiglio dell'Unione Europea&lt;/em&gt; (o Consiglio dei Ministri), formato dai ministri degli Stati membri che si occupano della stessa materia (es. al Consiglio dei ministri convocato per urgenza economica parteciperanno tutti i ministri dell'economia, ambientale quelli dell'ambiente ecc.), con sede a Bruxelles.&lt;br /&gt;il &lt;em&gt;Consiglio europeo&lt;/em&gt; che comprende un rappresentante per ogni stato: il Capo di Stato (se si tratta di repubbliche semipresidenziali o presidenziali) o quello di Governo (se si tratta di monarchie o repubbliche parlamentari). La presidenza è assegnata a uno stato e ruota ogni 6 mesi; il presidente di turno è anche il Presidente dell'Unione Europea&lt;br /&gt;la &lt;em&gt;Commissione Europea&lt;/em&gt;, che rappresenta gli interessi generali dell'UE, formata da un Commissario per Stato membro, con sede a Bruxelles.&lt;br /&gt;la &lt;em&gt;Corte di giustizia delle Comunità europee&lt;/em&gt;, che vigila sull'applicazione del diritto comunitario, con sede a Lussemburgo.&lt;br /&gt;la &lt;em&gt;Corte dei Conti europea&lt;/em&gt;, che verifica il finanziamento delle attività dell'UE, con sede a Lussemburgo.&lt;br /&gt;Il &lt;em&gt;Mediatore Europeo,&lt;/em&gt; che difende i cittadini e le organizzazioni dell'UE dalla cattiva amministrazione&lt;br /&gt;Il &lt;em&gt;Garante europeo della protezione dei dati&lt;/em&gt;, che assicura che le istituzioni e gli organi dell'UE, nel trattamento dei dati personali, rispettino il diritto alla privacy dei cittadini dell'Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Organismi finanziari&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La Banca centrale europea, che è responsabile per la politica monetaria europea;&lt;br /&gt;La Banca Europea degli Investimenti, che finanzia i progetti di investimento dell'UE;&lt;br /&gt;Il Fondo europeo per gli investimenti, che fornisce garanzie e capitale di rischio per aiutare le piccole e medie imprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Organismi consultivi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato economico e sociale europeo, che rappresenta la società civile e le due componenti dell'industria;&lt;br /&gt;Il Comitato delle regioni, che rappresenta le autorità regionali e locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Organismi interistituzionali&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;L'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, che pubblica, stampa e distribuisce informazioni sull'Unione e sulle sue attività;&lt;br /&gt;L'Ufficio europeo per la selezione del personale, che assume il personale per le istituzioni dell'UE e gli altri organismi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Agenzie decentrate &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;16 agenzie comunitarie, che svolgono alcuni compiti tecnici, scientifici o di gestione nell'ambito comunitario (il "primo pilastro" dell'Unione Europea);&lt;br /&gt;L'Istituto dell'Unione europea per gli studi sulla sicurezza e il Centro satellitare dell'Unione europea, che svolgono compiti specifici connessi alla politica estera e di sicurezza comune (il "secondo pilastro" dell'Unione Europea);&lt;br /&gt;Europol e Eurojust, che aiutano a coordinare le politiche e la cooperazione giudiziaria in materia penale (il "terzo pilastro" dell'Unione Europea).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Tre pilastri&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;Il Trattato di Maastricht ha creato l'Unione Europea, strutturandola in tre pilastri:&lt;br /&gt;Comunità Europea: mercato comune europeo, unione economica e monetaria oltre ad una serie di altre competenze aggiunte nel tempo.&lt;br /&gt;Politica estera e di sicurezza comune: costruzione di una politica unica verso l'esterno.&lt;br /&gt;Cooperazione Giudiziaria e di Polizia in materia penale. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-1742697118165259972?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/1742697118165259972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=1742697118165259972&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/1742697118165259972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/1742697118165259972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/le-istituzioni-dellue.html' title='LE ISTITUZIONI DELL&apos;UE'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-7408518993169202758</id><published>2007-09-24T07:44:00.001-07:00</published><updated>2007-09-24T07:45:15.894-07:00</updated><title type='text'>L'UNIONE EUROPEA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Unione Europea (UE) è un'organizzazione di tipo sovranazionale e intergovernativo, che dal 1° gennaio 2007 comprende 27 paesi membri indipendenti e democratici; si tratta della più vasta "confederazione" di stati indipendenti esistente al mondo. La sua istituzione sotto il nome attuale risale al Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1° novembre 1993), al quale tuttavia gli stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle Comunità Europee precedentemente esistenti.&lt;br /&gt;L'Unione consiste attualmente di una zona di libero mercato caratterizzata da una moneta unica, l'euro, regolamentata dalla Banca Centrale Europea e attualmente&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RvfNY4oZudI/AAAAAAAAAcQ/Vp57z_eA24E/s1600-h/Bandiera+europea.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 208px; height: 171px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RvfNY4oZudI/AAAAAAAAAcQ/Vp57z_eA24E/s320/Bandiera+europea.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113781729304885714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; adottata da 13 dei 27 stati membri; essa presenta inoltre una unione doganale fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen, che garantiscono ai suoi cittadini libertà di movimento, lavoro ed investimento all'interno degli stati membri. L'Unione presenta inoltre una politica agricola comune, una politica commerciale comune e una politica comune della pesca.&lt;br /&gt;L'Unione Europea non è un'organizzazione tra governi (come le Nazioni Unite) né una federazione di stati (come gli Stati Uniti d'America), ma un organismo sui generis, alle istituzioni del quale gli stati membri delegano parte della propria sovranità nazionale. Le sue competenze spaziano dagli affari esteri alla difesa, alle politiche economiche, all'agricoltura, al commercio e alla protezione ambientale. In alcuni di questi campi le funzioni dell'Unione Europea la rendono simile ad una federazione di stati (ad esempio per quanto riguarda gli affari monetari o le politiche ambientali); in altri settori, per contro, l'Unione è più vicina ad una confederazione (ad esempio per quanto riguarda gli affari interni) o ad un'organizzazione internazionale (come per la politica estera).&lt;br /&gt;Gli organi principali dell'Unione comprendono il Consiglio dei Ministri, la Commissione, la Corte di Giustizia, il Parlamento, il Consiglio Europeo e la Banca Centrale Europea. L'istituzione dell'Europarlamento risale al 1950, e dal 1979 i suoi membri sono democraticamente eletti, in tutti i territori dell'Unione, a suffragio universale, per una durata in carica di cinque anni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-7408518993169202758?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7408518993169202758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=7408518993169202758&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/7408518993169202758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/7408518993169202758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/lunione-europea.html' title='L&apos;UNIONE EUROPEA'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/RvfNY4oZudI/AAAAAAAAAcQ/Vp57z_eA24E/s72-c/Bandiera+europea.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2797401942267732575.post-1270020837043530296</id><published>2007-09-24T07:21:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T08:24:55.548-07:00</updated><title type='text'>TUTTE LE CITTA' A RISCHIO INONDAZIONE</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Sono più di due terzi i centri che potrebbero essere sommersi a causa del riscaldamento del pianeta.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;Trenta delle più grandi città del mondo sono a livello del mare e due terzi dei più grandi centri subiscono la minaccia di vistosi allagamenti. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Environment and Urbanization che mette in relazione il cambiamento climatico e alcune calamità naturali. Gli scienziati pronosticano infatti che il riscaldamento globale provocherà nubifragi sempre più frequenti: gli oceani stanno crescendo poiché il calore sta raggiungendo la loro profondità ed è probabile che lungo le coste si verificheranno sempre più catastrofi.&lt;br /&gt;Facendo un censimento dei centri a rischio emerge che sono 180 i paesi che hanno una popolazione in zone a rischio e che il 70 per cento di questi posti hanno aree urbane dove vivono più di 5 milioni di persone. In totale 634 milioni di individui rischiano di subire inondazioni. Tokyo, New York, Mumbai, Shangai, Jakarta: sono tutte città che potrebbero essere interessate da questo drammatico effetto collaterale. La maggior parte dei posti citati nel catastrofico censimento sono in Asia, continente notoriamente popoloso, e in particolare si tratta di Cina, India, Bangladesh, Vietnam e Indonesia. Secondo Gordon McGranahan, dell’International Institute for Environment and Development di Londra e coautore dello studio, bisognerebbe prendere in considerazione seriamente una massiccia migrazione verso realtà urbane sufficientemente lontane dal livello del mare.&lt;br /&gt;Del resto gli scienziati non sono nuovi a questo genere di previsioni funeste sui risvolti del global warming: oltre alle tempeste e alle inondazioni, la scienza prevede una drastica riduzione delle riserve di acqua dolce, lo scioglimento dei ghiacciai, uno stravolgimento delle stagioni e un’elevata possibilità che la maggior parte delle specie mondiali si estinguano. Addirittura c’è l’ipotesi che le alte temperature potranno favorire la diffusione di alcune malattie, come la malaria.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;da Pergamon Journal Osservando la Terra&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2797401942267732575-1270020837043530296?l=geo-pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/feeds/1270020837043530296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2797401942267732575&amp;postID=1270020837043530296&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/1270020837043530296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2797401942267732575/posts/default/1270020837043530296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2007/09/tutte-le-citta-rischio-inondazione.html' title='TUTTE LE CITTA&apos; A RISCHIO INONDAZIONE'/><author><name>BdP 2007</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
